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Ma... anche Napolitano è incostituzionale

Per due volte abbiamo preso la nostra tessera elettorale, siamo entrati nella cabina, c'è chi ha messo una croce e chi una fetta di mortadella, abbiamo ripiegato accuratamente la scheda, inserita nell'urna, collezionato l'ennesimo timbro che testimoniava il voto e, più o meno tutti, in fondo in fondo, abbiamo ogni volta sperato che qualcosa sarebbe potuto cambiare. La delusione ci ha, al contrario, amareggiati ogni volta. Un giorno, nel lontano autunno del 2009 il Signor Aldo Bozzi, avvocato milanese, si è svegliato, ha chiamato 27 amici ed insieme hanno presentato un ricorso "per lesione del diritto di voto" contro il Consiglio dei Ministri ed il Ministro degli Interni a proposito della legge Calderoli approvata nel 2005.

Passa Berlusconi, passa Monti ed il ricorso in primo grado ed in appello è dichiarato incostituzionale. A fine febbraio del 2013, per la terza volta, tiriamo fuori la tessera dal cassetto, casa-scuola, voto, timbro, scuola-casa e nulla é cambiato.

Il M5S spunta in faccia a Bersani, lui incassa ed arriva Letta. La situazione sembra ogni giorno appesa ad un filo e, nonostante la legge elettorale venga messa spesso da parte, si ha sempre la sensazione che possa e debba tornarci utile da un giorno all'altro. E guarda un po', nel frattempo la giustizia ci ripensa. Nella primavera dello stesso anno la Corte di Cassazione rimanda alla Corte Costituzione la responsabilità di esaminare la legge-boia che continuava ad accompagnarci.  

Passano i mesi ed il 4 dicembre 2013 giustizia fu fatta: italiani, la legge é incostituzionale. Dopo 8 anni e 3 elezioni, la legge Calderoni é stata riconosciuta una porcata anche dalla Corte Costituzionale. 

Ma possibile che il controllo di legittimità della legge attraverso la quale il popolo esprime il propria democraticità, sia solamente successivo alla sua entrata in vigore? Possibile che questo controllo venga fatto solo 8 anni dopo l'entrata in vigore della stessa legge e solo grazie alla proposta di un cittadino privato? La sensazione di essere stati presi per i fondelli è uno stato d'animo comune. Ma andiamo avanti.

L'incostituzionalità è stata, per ora frettolosamente, dichiarata su due fronti: premio di maggioranza e liste bloccate, il primo perché sproporzionato rispetto ai poteri elettivi che vengono dati al parlamento, ed il secondo perché la impossibilità di esprimere la preferenza in collegi così grandi va contro il fatto che il voto debba essere universale e diretto; più in generale le liste bloccate, se applicate in collegi geograficamente più piccoli, garantirebbero il principio del voto diretto, altrimenti renderebbero il voto non diretto perché mediato dalle scelte dei partiti. 

In poche parole questa legge dice che Napolitano è incostituzionale perché eletto da una maggioranza che non rispecchia la volontà del popolo. Qui sta il vero porcellum: se da una parte un premio di maggioranza, seppur non riflesso proporzionale del voto espresso dai cittadini, è assolutamente necessario per garantire una governabilità, dall'altra questa stessa maggioranza non democratica elegge la più alta carica dello Stato attraverso dei numeri che in realtà non le sono propri. 

Nel frattempo Napolitano, protettore della Costituzione e paladino del popolo, è stato eletto per la seconda volta da una maggioranza fittizia e, a questo punto, non democratica e per la seconda volta continua a regnare nel suo immenso palazzo, che fu prima dei papi e successivamente dei Re d'Italia. A quanto ammonta il costo di questa incostituzionalità? 235 milioni di euro l'anno.

Scritto da Sveva Biocca
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