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La minoranza delle larghe intese

La situazione è la seguente: abbiamo non solo un governo, ma anche una minoranza delle larghe intese che adesso lavora insieme. 

La maggioranza è appesa ad un filo, sta facendo poco e niente; ha rosicchiato la fiducia in entrambe le camere, ha superato l'esame con un 6 scarso che per ora le da ancora le armi per governare. Alfano e Letta si sentono stretti, nel governo, nel Paese, nei loro partiti. Nel primo perché rispetto agli obiettivi di breve corso che si erano preposti, sui quali avevano costruito il loro cavallo di battaglia, non stanno vedendo i risultati sperati, vedi legge elettorale, IMU e legge di stabilità. Nel Paese perché i forconi, di destra o sinistra che siano, stanno mettendo a nudo, in maniera più o meno condivisibile, una disperazione che non si limita solo a pastori, lattai e contadini, ma anche quella di una classe media diventata povera.  

 
Nei loro partiti, per motivi diversi. Per alcuni mesi Letta è stato Capo del Governo e simbolo della rinascita di un PD, giovane e speranzoso. Ora è simbolo di un esecutivo poco fattivo, non molto risolutivo e che perde pezzi per strada. Renzi ha riconquistato la scena del PD e sembra che la sua neo-elezione da segretario gli abbia fatto finalmente acquisire i poteri per poter fare campagna elettorale per il PD. Ha nominato la sua squadra (di governo?), apre ai suoi ex avversari (per conquistare le loro percentuali di elettori?), e detta l'agenda, volendola dire in gergo comunicativo. Il pensiero di molti elettori di sinistra, ma non solo loro, è il seguente: se l'esecutivo non funziona e l'alternativa è Renzi, speriamo che cada il primo per portare al governo il secondo.
Alfano ed il suo partito, con il suo coloratissimo simbolo, vuole essere l'anti-Renzi. La sfida non è impossibile, ma neppure così semplice. Per ora non ha i numeri ed inoltre è costretto già a parlare di "alleanza naturale" con una Forza Italia che lancia stoccate contro il governo intero in continuazione. Più che alleanza naturale, sembra essere un accordo forzato difficile da portare a termine.  Discorsi però per ora poco utili perchè bisogna aspettare la legge elettorale: se tende al proporzionale conviene a tutti gareggiare da soli, ed Alfano potrà forse permettersi di scaricare definitivamente Berlusconi e correre da solo. Se penderà verso il maggioritario, quell'alleanza sarà naturale per cause di forze maggiori. 
 
L'opposizione abbraccia Forza Italia o forse meglio dire, Forza Italia abbraccia l'opposizione. Alcuni emendamenti della legge di stabilità trovano d'accordo lo strano accoppiamento composto da SEL, M5S e Forza Italia. Il risultato di questa relazione potrebbe essere sintetizzata in un gay rivoluzionario di destra e magari anche con un forcone in mano.

E se Letta ha resistito contro Berlusconi, con pitoni e pitonesse annessi, sarà il nuovo capo del suo partito a togliergli la poltrona? 

Scritto da Sveva Biocca
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