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Pregiuducato e spregiudicato: il confronto

Negli anni '80 l'effetto Thatcher era dirompente. Il partito Laburista era ai minimi storici però, seppur sconquassato, sconfitto, e distrutto si è rimboccato le maniche ed ha preso coscienza del fatto che fosse giunta l'ora di svecchiare il vecchio apparato e di svoltare leggermente a destra. I risultati elettorali degli anni '70 ed '80 parlavano chiaro: una gran parte dell'elettorato di sinistra aveva smesso di votare il partito laburista perchè la politica che questo stesso proponeva non aveva più appealing. Volendola dire in politichese, l'elettore mediano (che non sempre si trova al centro esatto di tutti gli schieramenti politici in gioco) in Inghilterra, in quegli anni, si era spostato a destra ed il partito laburista era invece rimasto fermo. In poche parole il Labour party era divenuto agli occhi di molti inglesi, non un semplice partito di sinistra ma uno schieramento radicale e chiuso in sé stesso. Arrivò Tony Blair e decide di rincorrere la Thatcher, di avvicinarsi a lei ed alla sua politica, seppur con ragionevoli differenze. Rottamò la mentalità del partito, rottamò l'immagne del partito, rottamò la politica del partito. E la rosa rifiorì: nel 1997, dopo circa 10 anni di lavoro, il partito Laburista ottenne la maggiornaza più alta della storia del Regno Unito. La sua lungimiranza, a volte travisata per un "vergognoso" adattamento alla politica conservatrice, è stata ripagata, ben oltre ogni aspettativa.

Bersani ha perso le elezioni perchè il suo rinnovamento è stato fare una campagna elettorale con cartelloni a sfondo grigiolino con la sua faccia arrabbiata in primo piano. Il suo apparato di cosiglieri-esperti-specialisti ha deciso di non fargli spostare di un millimetro la sua posizione su temi cari alla sinistra. L'unico compromesso che sarebbero stati pronti ad accettare, sarebbe stato quello da stringere con i grillini, ma non sono riusciti a snodare neppure questa complessa operazione.

Ma alla sinistra non basta. Vuole perdere di nuovo anche quando il partito non sembra affatto  sconquassato e quando è riuscita a sfornare un leader che piace a molti, che è giovane e bello, che è apprezzato all'estero, che riesce a comunicare senza difficoltà. La sinistra non vuole capire che se Renzi riesce a far passare la legge elettorale nei tempi da lui previsti, Renzi avrà vinto agli occhi di tutti e le probabilità che vincerà le elezioni, se e quando cadrà il governo delle belle statuine, saranno molte. Se la sua strategia è ascoltare tutti a mo' di Capo dello Stato nel momento delle consultazioni, non può saltare a pié pari il leader del partito di destra più influente di tutti.  Nonostante sia il grande nemico della sinistra da vent'anni, nonostante il fatto che la giustizia l'abbia dichirato colpevole, nonostante il fatto si chiami Silvio Berlusconi, bisogna prendere atto che è ancora il leader del centro destra. La sinistra in vent'anni è caduta più volte nella trappola berlusconiana perchè non si è mai veramente rapportata con lui. Una parte della sinistra invece di guardare alla mossa di Renzi come vergognosa, avrebbe dovuto guardarla come atto di lungimiranza; invece di credere che il non incontrare Berlusconi sarebbe stata una buona tattica per metterlo fuori gioco, avrebbe dovuto pensare che sarebbe stata l'ennesima dimostrazione che ha paura di lui; invece di vedere la sede del PD come non consona all'incontro, sarebbe stato più originale pensarla come una furbata per portare la volpe a casa del lupo.

E se la vera strategia per mandare in pensione Berlusconi fosse trattarlo come "tutti" gli altri?<

Blair nel '97 , allora poco più che quarant'enne, ha sconfitto il conservatore John Major, ma quello che vermanente è riuscito a fare è stato chiudere definitivamente l'epoca del Thatcherismo.

Scritto da Sveva Biocca
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