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Legge Renzi-Berlusconi al via

Con due articoletti, brevi ma ricchi, la legge elettorale cancella-porcellum  è stata presentata in commissione Affari costituzionali alla Camera. L'iter a cui questa sta andando incontro è il seguente: la notte del 23 gennaio il Presidente della commissione Sisto avrà un bel da fare, ma possiamo dire che dopo aver raggiunto l'accordo tra Fi, Pd e Ncd la strada sarà in discesa e difficilmente ci saranno modifiche sostanziali. Lunedì e martedì verranno messi a votazione gli emendamenti, dopo la pausa domenicale causa congresso di Sel, e questi riguarderanno soprattutto la lunghezza delle liste bloccate, la grandezza delle circoscrizioni elettorali e la percentuale di voti necessaria per aggiudicarsi il premio di maggioranza - percentuale da cui dipenderà l’eventuale ballottaggio. Successivamente inizierà la navetta (speriamo di no) legislativa tra Palazzo Madama e Montecitorio e chi vivrà vedrà.

Novità ed eredità

La legge, al contrario delle precedente, sarà la stessa nelle due Camere, perchè, si spera a breve, l'intero articolo secondo, riguardante il Senato, decadrà causa riforma di quest'ultimo. 

Le novità sono le seguenti: doppio turno, cancellazione delle candidature multiple e parità di genere. La legge Renzi-Berlusconi prevede due turni; la soglia minima per ottenere il premio di maggioranza è fissata al 35%, sotto alla quale si accede invece al secondo turno, da svolgersi nelle due settimane successive alla prima tornata. Chi vince al primo turno avrà il 54% dei seggi, chi al secodno il 52%, ergo piena governabilità. Sono state abolite le pluricandidature, che nelle ultime tre elezioni permettevano ai candidati di presentarsi in più circoscrizioni in modo tale che il capolista, scegliendo successivamente quale circoscrizione rappresentare, decideva chi portare in Parlamento. E' stato inoltre stabilito che ogni lista dovrà presentarsi con un 50% di quote rosa

Quel che resta della legge Calderoli sono le liste bloccate, vale a dire la impossibilità di scrivere sulla scheda elettorale la preferenza verso un candidato. La novità è che però i nomi dei candidati, da tre a sei, di ogni lista saranno già stampati sulle schede. La decisione non è da considerasi come una cattiva eredità perchè, oltre a significare un enorme innalzamento dei costi elettorali, non sempre le preferenze vengono usate adeguatamente. Alle ultime regionali, solamente il 14% degli elettori lombardi hanno fatto uso delle preferenze contro un 90% dei votanti calabresi. "C'è da chiedersi se quindi le preferenze diano spazio ad un voto di opinione o se siano semplicemente uno strumento di chi fa politica con metodi clientelari, se non addirittura criminali."

Vincitori e vinti

I grandi vincitori sono Renzi e Berlusconi, entrambi sono fermamente schierati a favore del bipolarismo e della democrazia dell'alternanza, e questo sistema glielo consente. Se il sindaco fiorentino ha mollato la presa sui collegi uninominali, il Cavaliere, perchè ancora lo è, non è riuscito a sbarazzarsi del doppio turno, dove di solito i destrorsi mollano e se ne vanno al mare. I grandi scontenti sono i piccoli partitini, come Fratelli d'Italia, ma anche la Lega. Le soglie di sbarramento sono molto alte (per le coalizioni il 12% ed al loro interno ogni lista almeno il 5%, chi si presenta "non sposato" l'8%) tanto da far pensare ad un Parlamento a 5  con Pd, Fi, Ncd; M5S e Lega, se Salvini ce la mette tutta. Proprio all'ultimo la clausola salva-Lega è saltata (forse questa l'unica porcata?) ma c'è anche da dire che con la riforma del Senato il Carroccio troverà sicuramente un'adeguata rappresentanza. E poi come ha dice bene il Professor D'Alimonte "Le grandi democrazie sono governate da grandi partiti".

Cosa cambierà?

Sapremo senza dubbio chi vincerà e dovrebbe essere garantita maggiore stabilità (meglio l'uso del condizionale perchè con gli italiani non si sa mai). L'apppello ora è il seguente: che la Corte Costituzionale non stia a guardare i lavori palramentari per i prossimi quattro anni: chi ha qualcosa da dire, si alzi in piedi o taccia per sempre.
Scritto da Sveva Biocca
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Martedì, 07 Gennaio 2014
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