testata_web_pdo_5verde.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Pd versus Pd

L'impegno per l'Italia Letta se lo era preso mesi fa, quando aveva accettato l'incarico, quando aveva fatto la sua squadra di calcio, quando l'aveva portata in ritiro, quando parlava sempre di giovani e di riforme, quando sotto sotto stava stupendo tutti.

Determinato, con ministri giovani, con una voglia di fare che sembrava il coniglio bianco con l'orologio in mano. Ma si sa, dopo le elezioni l'entusiasmo si atrofizza, i buoni propositi devono fare i conti con i giochi di palazzo, la fretta è rallentata dalla calma imperante del belpaese. Gli elettori che, seppur non soddisfatti, erano quasi arrivati a credere in lui, si sono rimangiati quel briciolo di speranza che queste larghe intese funzionassero realmente. E' vero, governi del genere esistono in altri paesi, dalla Germania all'Inghilterra, ma la verità che che qui in Italia non reggono neppure lo stretto necessario.

La cosa curiosa è che Letta ha resistito a Berlusconi, ha superato la sua cacciata dal Parlamento in maniera esemplare, non si è fatto smuovere, non ha dato l'impressione di fare un torto a qualcuno, è andato avanti con la sua moderazione, senza troppi intoppi. Ha resistito nel corso della risoluzione dell'affare-del-secolo berlusconiano.  Ma adesso cade, perchè cadrà, a causa di un affare interno, familiare, marginale. La sua capacità di leadership è stata mangiata da dentro, giorno dopo giorno, a partire da ben prima  delle primarie.

Nuovo impegno, ma chi ci crede?

Le quattro fasi dell'impegno comprendono argomenti irrisolti in questi mesi, tra i quali: spendig review, pagamento del debito alle PA, riforma dell'ISEE e politica di coesione. Letta ha cercato inoltre di dimostrare che alcuni risultati sono stati raggiunti: riduzione, seppure graduale, delle tasse, PIL, seppur di poco, positivo, spread sotto i 200 punti base. Verrebbe da dire, ci avete provato, piccoli risultati sono stati ottenuti, ma non basta. E' vero c'è la crisi, è vero sembrava di collassare ogni girno, ma non è bastato. Il punto è che se anche dovesse venire il sindaco d'Italia, ormai non dobbiamo farci prendere dagli entusiasmi. Chissà tra quattro, cinque mesi ci chiameremo di nuovo elettori delusi e disillusi che avevano creduto nel mito renziano.

Cosa succederà addesso a Letta and Co?

La verità è che adesso Alfano è fregato.

E' fregato perchè Letta è fregato e perchè Napolitano è fregato. Ma la differenza è che Napolitano è Re e può fare, quasi, come gli pare. Ha 88 anni e suvvia nessuno aveva una gran voglia di farlo cadere proprio adesso in un "impiccetto" che avrebbe dato il contentino ai 5 stelle di Di Battsita. Letta avrà il vantaggio/svantaggio che sarà o vinto o vincitore, o dentro o fuori, o bianco o nero. Alfano ed i suoi saranno quel miscuglio senza senso a cui non si riesce a dare un nome. Si troveranno nella situazione di dover scegliere per la parte svantaggiata, altrimenti verranno accusati di voltagabbanismo senza ragione.

Quelle sedie che guardando quel sontuoso emiciclo non le vedranno più. Quella sovrarappresentazione rispetto al partito di cui sono i capi se la sogneranno. Alfano, da Ministro degli Iterni e vice Capo di Governo, ha appena visto il mezzodì ed ora si fermerà a vedere il tramonto.

 

Scritto da Sveva Biocca
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %