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Friedman: tutto quello che non ha scritto sull'Italian Job

Ammazziamo il gattopardo (Rizzoli) ha venduto in poco più di due settimane oltre duecentomila copie. Merito, indubbiamente, del can can mediatico che ha presentato questo modesto studio "cotto e mangiato" sulla recentissima storia politica d'Italia, come fonte di rivelazioni sconvolgenti. Ne abbiamo parlato con Mariano Leone, economista ed esperto di relazioni economiche internazionali.

D. Un fenomeno editoriale o una bolla mediatica?

R. Se la pubblica opinione si formasse solo sui libri, avremmo una informazione decente e non questa serie  di marchette  che continuano a chiamare informazione. Ma sappiamo che non è così. L’incidenza dei libri è scarsa ed ininfluente. Ma molto influente è la riproposizione promozionale che si può fare di un libro. In occasione del libro di Alan Friedman, che insiste dopo 40 anni in Italia  a parlare come Stanlio e Ollio, forse serve solo a celare la sua origine  natale a Grumo Appula, si è rilanciata una campagna che prescinde dal contenuto degli accadimenti narrati nel libro. Accadimenti che nella versione inglese vengono definiti Italian Job, truffa o colpo all’italiana. Dove italiana non ha un accezione elogiativa. Del libro non  mi ha interessato il contenuto che non ho letto  e che non credo che leggerò e non mi ha commosso il  merito giornalistico, mi ha  impressionato l’enorme spazio mediatico dato all’evento. 

D. Il momento in cui Giorgio Napolitano incarica Mario Monti di formare un governo, nel novembre del 2011, secondo Friedman è in realtà l'esito di una serie di avvenimenti precedenti e quasi segreti.

R. Non abbiamo mai pensato che la sequenza delle convocazioni di un Presidente della Repubblica si limitasse alle sole convocazioni formali previste dalla procedura costituzionale. Risulta banale pensare che ci siano stati colloqui ed approcci molto privati e clandestini antecedenti agli eventi formali. Come  direbbe Totò  le crisi  non sono fiaschi che si abbottano. La condotta del nostro Presidente è già riprovevole per gli atti formali in violazione del suo ruolo di garante della Costituzione per aggiungerci anche i comportamenti personali e privati.

Ma torniamo allo spazio dato in televisione e nei media  ed al  particolare momento politico nonché alla serie di accadimenti che non hanno avuto il risalto che meritano.Tralascerei quindi il contenuto del libro del giornalista americano per discutere su altri accadimenti che il libro non cita e che secondo noi hanno  avuto una valenza di maggiore gravità rispetto agli incontri a St Moritz di  De Benedetti e di Monti .

D. Per esempio?

RCominciamo da un elemento che è entrato nel lessico abituale degli italiani: lo SPREAD. E' diventato di moda  tra il 24 Giugno 2011 fino alla seconda settimana del Novembre dello stesso anno. Lo SPREAD passava con inedita costernazione italiana  da 214 punti a oltre 500 punti. 

Qualche mese prima, nel giugno 2011 (dal 3 al 6) si erano riuniti i simpatici 100 componenti del gruppo Bilderberg. Non abbiamo difficoltà a ritenere gli allegri componenti di questo gruppo degli scanzonati  reduci che si riuniscono per stare con i loro amici lontani dalle mogli, come nelle rimpatriate di vecchi compagni di scuola. L’elenco dei 100 vede politici, giornalisti allineati e coperti, mondo finanziario. Tutti  in posizioni apicali. 

Fra gli amici dei 100 ci saranno stati anche i componenti  del G20  che nei giorni  3 e 4 Novembre  si riunirono e per combinazione proprio una settimana prima che  i Presidenti del Consiglio della Grecia e dell’Italia dessero le dimissioni. Sono coincidenze che capitano. Come coincidenze sono i cosiddetti governi tecnici. Governi composti da gente che ha fatto a meno di elezioni. Ma torniamo al nostro SPREAD. 

Questo numerino ottenuto dall’incontro tra offerta e vendita di obbligazioni  ci dicono che è frutto di quella cosa stupenda che è l’incontro tra domanda e offerta. Praticamente ci dicono che siamo noi stessi nei nostri acquisti di titoli di stato a determinare il differenziale. Questo è il libero mercato, bellezza.

D. Ma, in concreto, chi sono gli operatori di questo libero mercato?

R. Palombari e pensionati statali? No, gli operatori erano la Deutsche  Bank che  nei primi sei mesi del 2011 vende l’88 per cento dei titoli italiani in portafoglio e la Goldman Sachs, sì ,quella che avrebbe causato la crisi sui mercati americani. Presa da spirito imitativo, anch’essa vende titoli  italiani in quantità industriali. Tutti voglio vendere questi titoli italiani, per cui lo Spread ne penalizza le quotazioni. Se poi questi tutti sono i soliti amichetti delle solite banche è un dettaglio trascurabile. In fondo chi di noi  non controlla una banca d’affari, una banca d’investimento o una  società di rating che mette i voti alle nazioni? 

Questi stessi operatori sono quelli che determinano il mercato e ne traggono i vantaggi speculativi. Ma, ci dicono, si tratta del libero mercato, bellezza. Siamo noi il mercato. Chi  di noi non ha la possibilità, attivando qualche dozzina di miliardi di influenzare il mercato. Il mercato è lì a disposizione di tutti. Ma soprattutto queste operazioni vengono benissimo se si fanno con molti soldi e  se questi soldi sono di altri.

D. Insomma, chi parla di complottismo allora non ha tutti i torti ?

R. Ma credo sia davvero ora di finirla con queste storie. Sulla presunta influenza delle banche che condizionerebbero  le nomine politiche.  Chi di noi  non ha la possibilità per esempio di accedere a una di queste tre cariche pubbliche, prese a caso? Sono cariche a disposizioni di tutti, come vado a dimostrare. 

Presidenza della Banca Centrale Europea. Il 1 Novembre viene nominato un certo Mario Draghi. Persona  di notevole valenza tecnica nonché appartenente a : Goldman Sachs , Trilaterale e Gruppo Bilderbergh.  

Presidenza  del Consiglio Greco. L’11 Novembre  viene nominato Lucas Papademos. Persona di notevole valenza tecnica nonché ex governatore della Banca di Grecia  ai tempi dell’operazione di maquillage dei conti greci  operata dalla Goldman e Sachs, nonché anch’egli  aficionado della stessa Goldman e Sachs, della Trilaterale e del gruppo Bilderbergh. Ma con un ulteriore merito. Per le sue competenze  maturate sul campo in occasione  delle operazioni fraudolente sui conti Greci ha fatto parte della Commissione Italiana che  ha elaborato il simpatico provvedimento sfociato nella ricapitalizzazione della banche diventate proprietarie  della Banca d’Italia a favore delle stesse, per poi rifilarci un decreto legge per la sospensione dell‘IMU. 

Presidenza del Consiglio Italiano. Il 16 Novembre viene nominato Mario Monti. Persona  di notevole valenza  tecnica nonché ex Goldman Sachs,Trilaterale e Gruppo  Bilderberg. 

D. Non mi pare che Friedman evidenzi tutti questi legami, connessioni e coincidenze, però...

R. Già. E nel 2012 il simpatico gruppetto Bilderberg ha invitato come unico italiano in sostituzione di Monti  un certo  Enrico Letta che aveva allora  come unica qualità quella di essere il nipote di un altro Letta, non aveva nessun incarico neppure nel suo partito. Va bene, ma poi è diventato presidente del Consiglio. Ma si tratta di casuale  coincidenza, non riesco a vedere il nesso tra l’ammissione al gruppo Bilderberg  e la sua successiva  ascesa politica. 

Di tutto questo, però, nel libro di Friedman pare non vi sia alcuna traccia: si prefersice dar peso agli incontri privati fra Monti e Napolitano, una vera operazione di depistaggio informativo, mentre il disegno di fondo di una continua sottrazione di potere alle forze democratiche, non viene nemmeno accennato. 

 

Ci stiamo avviando a grandi passi verso un sistema di potere gestito da gruppi finanziari ma lo facciamo in allegria, discutendo di altro.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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