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La legge elettorale, l'incrocio delle idee e la bellezza al potere

Delrio vorrebbe essere Kissinger e Renzi Blair. Guidi vorrebbe non essere andata a cena ad Arcore e Poletti gradirebbe tanto un ritorno al Komintern. Madia fa la radical, raccomandata ma ripulita che tra poco tempo andrà beatamente in maternità, ma insomma sicuramente dopo questi mesi tutte le mamme d'Italia si sentiranno appagate e sostenute dal governo dei giovini. Boschi ce la sta mettendo tutta per essere, oltre che bella, anche brava. Pinotti vuole la pace nel mondo e Lanzetta ancora non sa bene dove si trova e perché. 

Legge elettorale 

Civati usa gli emendamenti per mettere i bastoni fra le ruote a Renzi e Berlusconi finirà per fare quello che alla pari di un ministro degli estri-abasciatore-casco blu-salvatore della patria farà ragionare Putin.

Oggi sono iniziate alla Camera dei Deputati le prime votazioni sulla legge elettorale, gli emendamenti saranno 200 ed uno merita un'attenzione particolare: quello del civatiano Lauricella che vuole prima la riforma del Senato e poi la legge elettorale, andando chiaramente contro la volontà di FI. Se il neo premier doveva prima scegliere tra PD e Berlusconi, adesso deve fare l'equilibrista tra Civati, Berlusconi ed il suo compagno di banco Alfano. Il primo gli serve per approvare compattamente le riforme promesse ogni mese; il secondo lo tiene in pugno perché mandare all'aria il patto di un mese fa vorrebbe dire che il quasi quarantenne si rinnegherà ancora una volta; il terzo lo ricatta con una crisi del giovane governo dei giovani. Chissà se alla fine verrà concesso un misto di tutto: posticipazione della legge che però non subirà modifiche eccetto che per qualche piccolo favorino ai piccoli partiti presenti anche nel governo. 

Coalizioni vecchio stile?

Se Berlusconi facesse una nuova triplice alleanza Lega-FI-NCD, fregandosene dei traditori, dei tradimenti, delle secessioni, allora vincerebbe. Senza Salvini ed Alfano Berlusconi non arriva al 35% alla prima tornata ed allo scontro diretto con Renzi perderebbe. La Lega senza il salva Lega difficilmente entrerà e NCD senza un reinserimento della regola del miglior perdente, vedrà i banchi del governo e del parlamento solo dal divano di casa. Le possibilità di riunire gli spezzati e spezzettati per fare uno spezzatino vincente sono poche ma non pochissime. Berlusconi può tranquillamente riuscire nell'impresa di riunire tutti se si appellasse nuovamente all'ancora vivo pericolo comunista che deve unire tutte le destre. 

Renzi con Sel sta sul filo del rasoio ed insieme, ad oggi, raggiungono il 34%, ma c'è da dire che il PD può ancora salire mentre FI non può chiedere più di così. Vendola, rispetto ai sondaggi odierni, raggiunge la soglia del 4,5%, ma una riunione con il Renzi boy-scout, cattolico praticante, ed in fondo grande tradizionalista, sarebbe difficile ma conveniente. La Boldrini siede su quella bella poltrona rossa e lui tra poco finirà il suo incarico pugliese, che farà?  

L'Italia vince con la bellezza, la grande dolce bellezza della bella vita. Prima di augurarci "bellezza" longeva per questo governo restiamo a guardarlo un mese dal buco della serratura del giardino degli aranci. Il 4 aprile 2014 sapremo se Renzi è un giovane vecchio arrogante o se un giovane grande lungimirante.

Scritto da Sveva Biocca
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