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Il Porcellum dell'Italicum

La vera porcata di questa legge elettorale non è rappresentata né dalle alte soglie di sbarramento, né dalla bocciatura delle quote rosa e neppure dalle liste bloccate. 

Le alte dighe da superare per garantirsi l'accesso in parlamento (4,5% per i partitini "sposati", 8% per i "celibi" coraggiosi e 12% per le coalizioni a minestrone) sono, ad oggi, necessarie. L'esclusione di partiti quali Centro democratico, Fratelli d'Italia e forse Sel (quello maggiormente a rischio in realtà è il secondo), è dal un lato abbastanza avvilente sia poiché rappresentano, tutti insieme, più di 5 milioni di italiani, sia  perché oggi incarnano l'unica vera opposizione civile e rispettosa in un parlamento ormai selvaggio. Dall'altro lato però, bisogna compiere necessariamente il passo verso il maggioritario, bisogna ragionare attraverso unità di misura più grandi, bisogna arrivare ad un tripolarismo -Grillo perderà punti % ma la soglia dell'8% la supererà abbondantemente- più o meno compatto. 

Le finte tragedie

La bocciatura delle quote rosa non è una tragedia antidemocratica e sessista. Per alcuni se fossero passate sarebbe stata un grande vittoria sul fronte della parità di genere, per altri sarebbe stato l'inizio di in un circolo senza fine che avrebbe portato ad un mondo con "un presidente trans, una cancelliera nera, un Papa gay, un alto commissario rom e una regina disabile". Al di là delle opinioni, che hanno spaccato sia i berlusconiani che i renziani, ogni partito sarà libero di poter applicare una parità di genere all'interno delle liste e se non lo farà saranno i loro elettori a decidere se votarli lo stesso. Oltretutto, notiamolo, il trend della presenza delle donne è in aumento ad ogni tornata elettorale. Sarebbe stata un'accelerazione di un cambiamento che è già in atto.

Le liste bloccate non sono da demonizzare. La Gran Bretagna le usa ed il popolo italiano le aveva bocciate, fermamente, al referendum del '91. Aumentano i costi della politica, aumentano il voto di scambio (un caso che vengano usate praticamente solo al sud?) e, anche qui, chi le considera una super porcata può sempre ovviare al problema facendo delle primarie interne.

Rieccoci con le candidature plurime

La vera porcata è la persistenza delle candidature plurime. L'emendamento Pd-Fi (accolto a larga maggioranza con 335 si e 212 no)  dà la possibilità ad un candidato di presentarsi fino ad 8 collegi. Questa strategia allunga le liste bloccate e quindi di fatto annulla quel minimo di trasparenza che poteva essere raggiunta attraverso la presentazione di listini molto corti.

Insomma entro nell'urna, vedo tanti bei nomi scritti per esteso sulla scheda, voto il partito ma non scelgo nessun candidato (e fin qui siamo tutti d'accordo che abbia un senso ed una ragionevolezza) e poi, come prima, i candidati più forti, a loro piacimento, possono decidere chi far entrare e chi no, sparandosi la cartuccia del "cambio collegio e faccio entrare Tizio/non faccio entrare Caio". Ovviamente, rispetto a prima , il margine d'azione è più ridotto, ma comunque, in una legge elettorale che accontenta i più, questa pecca è veramente fuori luogo. La volontà dei leader di scegliersi, anche abbastanza giustamente, una squadra ristretta da far scendere in campo, è già avallata dai listini-listoni bloccati, metterci anche il controllo sotto banco delle candidature plurime è demoralizzante.

La legge elettorale è, per ora, andata, ma anche se dovesse sciogliere i suoi nodi al Senato, Renzi non può contarla come la riforma del mese di marzo. La riforma è a metà, manca quella del Senato e a quanto sembra, verrà data la precedenza alle altre in programma.

In chiusura un dubbio: ma dopo che il belloccio egocentrico Di Battista è stato beccato a guardare le partite del giorno prima, verrà cacciato, messo dietro la lavagna per qualche giorno o il maestrino dai vaporosi riccioli bianchi chiuderà un occhio? 
Scritto da Sveva Biocca
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