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Renzi super-star

Renzi, da piccolo, avrebbe voluto fare tanto televisione. Partì dalla ruota della fortuna e poi pensò bene che la politica gli avrebbe consentito di farsi vedere anche all'estero e allora cambiò idea. Si è buttato (salito, sceso, ha spodestato quello che volete) nella tanto derisa politica italiana con l'idea di primeggiare. Il suo rapporto con la cravatta è tanto stretto quanto quello che riesce ad avere con i giornalisti. "Venghino signori venghino", "Che avete oggi? Vi vedo euforici", "Oggi me lo sono messo bene il bottone avete visto?". Altro che 900epassa parlamentari, i giornalisti rappresentano, veramente, milioni di persone e lui li vuole catturare, li vuole renzizzare

Quando sta seduto non riesce a stare fermo, non trova una posizione, si allarga la cravatta, la odora, la tocca, si accascia sulla sedia, mette il braccio dietro al bracciolo, twitta un attimo e poi ricomincia il tram-tram. Quando parla gesticola più di un cantante rap, non riesce a guardare più di due secondi un punto fisso, prova a fare il romano de Roma, il venditore d'aste, l'uomo del popolo. 
I suoi obiettivi sono due: avere più ritwitt del selfie degli Oscar 2014 e più fama internazionale di Silvio Berlusconi. Legge elettorale, Job Act, riforma del Titolo V, non sono altro che i mezzi per raggiungerli. 
Sapete quando Berlusconi ebbe il maggior numero di consensi tra l'opinione pubblica? Quando si mischiò tra la folla durante i funerali dell'Aquila. Renzi sta cercando di fare la stessa cosa adottando la tattica di girare senza scorta. 
 
Berlusconi è fuori, i giudici ce l'hanno fatta, ma non del tutto. Ancora non si è capito quale pena gli verrà inflitta, ma ormai questo poco importa, l'obiettivo era spogliarlo del ruolo di protagonista e lui ha consegnato anche la spada di Cavaliere (del lavoro). Nudo come si ritrova adesso deve decidere a chi lasciare il marchio Berlusconi and friends. PierSilvio non ha il quid, sarebbe un disastro mediatico. Marina sarebbe in grado, ma lo farebbe solo per affetto nei confronti del padre e non si sa se questa volta l'amore vincerà su tutto. Una cosa è certa: no Berlusconi no party. Senza il suo nome la gente non voterà mai Fi, il tracollo sarebbe immediato (altro che 18%), Grillo arriverebbe al ballottaggio del secondo turno ed a quel punto Craxi solo lo sa cosa potrebbe accadere. 
 
Che la strategia migliore per Berlusconi, nei prossimi 4 anni, sia quella di far arrivare l'aspirante super star al 2018?
Scritto da Sveva Biocca
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