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Europee, la politica non c'entra

Ha ragione la Ghisleri quando dice che alle europee ci sono sempre sorprese. Sia per le scelte degli elettori, che per i nomi degli eletti. L'esempio della Bonino, la quale raggiunse l'8% alle europee del 2009 e rischiò invece l'estinzione alle politiche del 2001, è calzante e non è l'unico.

Le Pen ha vinto ed in alcuni collegi ha stravinto: è stata votata anche dai socialisti, ex-astenuti, e dai neo-gollisti del movimento popolare, gli stessi che poi, forse, alle presidenziali francesi torneranno ad essere socialisti (ma sicuramente non "hollandiani") astenuti e popolari.

Il motivo del disallineamento è semplice: le europee non sono elezioni politiche. Il Parlamento Europeo non fa politica, propone, emana, approva leggi, ma di politica fa ben poco. Quello che accade durante la corsa alle europee è la seguente cosa: i candidati dei partiti vengono scelti tra coloro che sono troppo scomodi ed ingombranti, tra gli eterni secondi che pregano per un posto importante da anni, tra coloro che si trovano a fine carriera o che se la sono bruciata in corso d'opera e quindi vengono parcheggiati a Bruxelles. Poi ci sono le eccezioni, brillanti, attivi, presenti, impegnati europarlamentari.

A queste europee, oltre che queste categorie, ci saranno anche i berlusconiani, vale a dire grandi nomi a livello nazionale che, immolandosi per il proprio leader, lasceranno le poltrone romane per andare a sedersi (e a parcheggiarsi?) tra quelle belghe.

Successivamente parte la campagna elettorale e qui la Le Pen ha fatto bingo.

Ha concentrato gli elettori su un tema: no euro. Ha reso questo tema importante e valido per tutti, ed ha preso voti in maniera trasversale. Ha convinto i pentiti hollandiani a "turarsi il naso" e votare Front National, ha rinsavito molti degli elettori persi, ha fatto estremizzare i votanti del centro destra. Per una volta ha scisso la politica francese da quella europea, nel senso che non ha fatto del tema "no-euro" un tema del Front National, ma della Francia contro l'Europa.

Ed è per questo che forse la Lega ci sorprenderà. Salvini non ha la forza, per ora, della sua compare, soprattutto perché ha un avversario molto più grande, ma sicuramente supererà quel 4% che invece a livello nazionale stenta a scavalcare. E staremo a vedere se riuscirà a conquistare anche un po' di voti in angoli inaspettati della penisola, proprio come accadde nel 2006.

L'M5S fa il suo tour "no euro, no Europa, fa tutto schifo" e decide di scansare la vittoria francese. Chissà se questo no alla Le Pen, a posteriori, brucerà come quel no di un anno fa detto a Bersani.

 

Scritto da Sveva Biocca
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