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Rieccoci con le europee

L'affaire europeo torna alla ribalta come se si fosse svegliato dal un lungo letargo. Si fanno nomi, liste, pronostici, nuove alleanze e strizzatine d'occhio.
La campagna elettorale si è ufficialmente aperta. I risultati di queste europee 2014 potrebbero essere letti rispetto a questo asse: euro si, euro no; chi vincerà?

Abbiamo meno partiti a favore della moneta unica che contro. Le possibilità che vedranno il secondo gruppo più forte del primo non sono poche.

Ipotizziamo un Grillo arzillo e vincente che superi il 20%, una Lega forte e rivitalizzata che, sulla scia della Le Pen, si posizioni oltre il 4% (se arrivasse al 6 sarebbe già un gran risultato), una Forza Italia che, nella peggiore delle ipotesi arrivi al 15% (includiamo anche FI tra i no-euro perché, anche se alla fine farà dietro front, la sua campagna riserverà pesanti stoccate contro l'UE e la sua moneta).

Anche se non proprio con questi numeri, complessivamente questi tre partiti arriveranno ad un 40%, vale a dire ben oltre quello che conquisterà il Nuovo femmineo PD D alcuni suoi affiliati.

L'arrivo a Bruxells

I grillini arriveranno a Bruxelles senza sapere come si vota e quante altre persone sederanno insieme a loro. Dopo tre mese saranno già diminuiti di un terzo -se Montecitorio dà molte tentazioni indipendentiste, il PE è capace di darne ancora di più-. I leghisti faranno irruzione in groppa ad una ruspa, vestiti tutti di verde e sventolando battaglieri la bandiera di San Marco: Borghezio sarà un ricordato come pacato. FI si rimangerà i toni forti, farà marcia indietro e, dopo una campagna elettorale anti-Merkel, si placherà difendendo l'euro e le radici europeiste della destra italiana. Ogni tanto Berlusconi darà ordine di presentare richieste di risarcimento-grazia-ritorno alle sue funzioni, ma le defezioni, alla lunga, saranno parecchie.

NCD ha tre strade: riunione con Berlusconi, matrimonio con Casini (che non ha mai portato un granchè bene a nessuno) o che Alfano in un mese tiri fuori quel quid che continua a non acquisire. Prima possibilità ardua ma non da escludere, seconda possibile, terza inimmaginabile.

Il PD avrà il risultato sperato. Le donne capolista faranno bene ma Grillo continuerà a chiamarle veline. Sembra che finalmente il PD abbia capito il marketing politico. Se la strategia del comico, che ormai ha perso la sua originalità, è quella di farsi crescere i riccioli e sembrare sempre "del popolo", quella di Renzi è copiare Berlusconi e cercare di ottenere ancora più di lui.

Scritto da Sveva Biocca
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