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Esiste un popolo di Destra, ma non la Destra del popolo

Divisi, frantumati in mille rivoli, con poche anime pie che da tempo avevano denunciato le scosse telluriche nell’area moderata. Eppure quegli elettori non sono scomparsi, manca un rappresentante degno di quel progetto, che un tempo fu chiamato “destra”.

Sono anni che si discetta su come, dopo Giorgio Almirante, non sia più esistita una vera destra italiana capace di un rassemblement del popolo elettore. Ma ha ancora un significato questa parola? Cosa intende?

Difesa della patria, primato della cultura italiana, del prodotto italiano, della sovranità monetaria, della politica sul tecnico, dei valori e della tradizione cattolica rimanendo in un ambiente giurisdizionale convintamente laico e mai puritano.

Coerenza, onestà, unità, militanza politica e dignità sociale. La destra ha un welfare che parli la nostra lingua e i nostri dialetti, non dimenticando l’ospitalità verso gli stranieri ma senza che quest’ultimi assorbano o surclassino le nostre risorse.

Virare a destra vuol dire dare lustro e smalto alle Istituzioni, serietà, pene eque ma inflessibili nella giustizia, lotta alla droga ed al decadimento etico morale della società.

La destra guarda alla famiglia, quella naturale fondata sul matrimonio di un uomo ed una donna, incentiva la natalità, toglie dalle strade la prostituzione e riapre le case chiuse.

“La destra o è coraggio o non è”, ecco, probabilmente è mancato questo negli anni. In un Paese tormentato dal ricordo del fascismo e subalterno ad una presunta superiorità morale della sinistra, non ha mai avuto il coraggio di sdoganarsi e di portare alta la bandiera della tradizione.

Non penso sia anacronistico parlare ancora di valori, in fondo la conditio sine qua non per fare politica è avere un progetto, un programma, un cammino da seguire. Il nostro popolo non ha perso quel sentiero, ha perso i trascinatori, ha perso la guida.

Un dialogo tra le scaglie rimaste qua e la, tra le varie sigle e partiti che sono nati in questi anni rivendicando una genitorialità senza prove del DNA, è la risposta naturale che deve essere data alla esigenza di normalizzare il quadro rappresentativo dello Stivale.

Orfani da troppo tempo, lanciamo un appello agli ardenti sostenitori di quella fiaccola tricolore, che aspetta soltanto di tornare a splendere.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
Scritto da Andrea Lorusso
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