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Vendola, la bussola e lo strappo: Sel a pezzi

Dopo settimane di voci insistenti e di riunioni ad alto tasso drammatico, dentro Sel arrivano le defezioni eccellenti che erano nell’aria: quelle del capogruppo alla Camera Gennaro Migliore e del deputato Claudio Fava.

Entrambi erano da tempo in forte polemica con la linea uscita dal congresso del partito lo scorso febbraio, che aveva determinato l’adesione all’operazione lista-Tsipras per le elezioni europee, e la contrapposizione al Pse in Europa e al Pd in Italia. La tensione tra il gruppo alla Camera e il gruppo dirigente del partito era giunta al massimo dopo il voto favorevole al Dl Irpef, fortemente voluto da Migliore stesso, in dissenso dalle indicazioni del partito, tanto che a tale atto erano seguite le dimissioni da presidente dei deputati.

A ricucire non era servita l’assemblea di sabato scorso, con la mediazione in extremis tentata da Vendola, così come gli appelli - sempre di Vendola - lanciati oggi stesso in nome dell’unità. Migliore ha infatti deciso di non partecipare alla riunione, ma ha inviato una lettera ai compagni di partito, nella quale ha evidenziato “l'interruzione del reciproco rapporto di fiducia che e' seguito alla discussione nel gruppo parlamentare sul decreto Irpef e al successivo voto parlamentare”.

Entrando nel merito delle questioni politiche che hanno determinato questa scelta, Migliore ribadisce di non aver cambiato idea “sull'individuazione del campo del socialismo europeo come quello più congeniale allo sviluppo di questa nostra battaglia, pur nel riconoscimento dell'importantissima novità politica costituita da Alexis Tsipras sulla scena continentale” e su altri punti dirimenti della linea, e gettando uno sguardo alle prospettive politiche che si aprono ora, lascia intendere che andrà “dove lo porta la ragione”, il che sembra chiaramente preludere a un approdo nel Pd.

Approdo invece che ancora non vuole additare Fava, che per il momento ha dichiarato di non volere aderire ad altri partiti. Per Migliore, invece, l’annuncio potrebbe arrivare già nelle prossime ore: l’ex-capogruppo di Sel è atteso alla Camera alla presentazione di un’iniziativa su Berlinguer, e già in quell’occasione potrebbe annunciare il passaggio al partito di Renzi. Ma il dato politico importante è quali ripercussioni potrebbe avere questa scelta all’interno degli equilibri parlamentari: secondo i rumors di Montecitorio, i deputati “Miglioristi” pronti ad uscire da Sel sarebbero una dozzina, pronti a scegliere se andare nel Misto o confluire in un Pd sempre più padrone della situazione.

Al termine della segreteria, Vendola si è fermato a parlare coi cronisti, per manifestare il proprio dispiacere per la defezioni di Migliore e Vendola, ma per ribadire la linea di opposizione al governo Renzi: "Quando una comunità si spacca in maniera così plateale - ha detto - è una comunità sicuramente ferita. L'oggetto della contesa ha a che fare con ciò che debba essere la sinistra, anche nei confronti di un governo che ha un leader portatore di una straordinaria narrazione, di una grande capacità di consenso. Io penso che una forza di sinistra debba essere una forza che non smarrisce mai la bussola, immaginare che questa bussola possa portare oggi a sostenere l'area del governo Renzi è uno sbandamento".

Scritto da Redazione
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