testata_web_pdo_5verde.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Giustizia, il grande bluff di Renzi

Ci si aspettava una riforma. Ed invece bisogna accontentarsi di una velina con 12 linee di principio per una probabile riforma della Giustizia.

Matteo Renzi, nel giorno del suo insediamento, ha promesso di rivoltare l'Italia come un calzino e si è arrogato il coraggio di fare cose che in passato prima di lui nessuno ha mai avuto il coraggio di realizzare.

Ma i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Quello che ieri avrebbe dovuto essere un articolato, una riforma, un nuovo senso della giustizia in Italia che mettesse la parola fine alle infinite e decennali polemiche sulla Giustizia si è trasformato in un fogliettino anonimo dove vengono elencati 12 punti programmatici senza la minima traccia del come fare per realizzarli.

Lo sappiamo tutti, caro Renzi, che serve una giustizia più veloce, meno burocratizzata, meno legata alla politica, più meritoria, qualificata ed informatizzata. O vogliamo dire di aver scoperto l'acqua calda?

Dodici punti che vanno dal processo civile (da svolgersi in un anno in primo grado) alla responsabilità civile dei magistrati, dal Csm alle intercettazioni, passando per l’allungamento della prescrizione e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio fino ad arrivare alla nuova formulazione del falso in bilancio.

“Avremmo potuto essere qui a mezzanotte per dare il primo click per il via al processo civile telematico - ha spiegato Renzi -. Lo facciamo ora: da mezzanotte parte il processo civile telematico, parte formalmente la riforma”. Questo, ha aggiunto il premier, “segna l’addio dai tribunali pieni di scartoffie. La nostra scommessa è che si possa discutere di giustizia in modo non ideologico”. Secondo Renzi la riforma avverrà in 60 giorni: “Per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sarà una discussione la più filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l’Italia su questo tema. Saranno a disposizione i disegni di legge per chi li vuole cambiare o modificare. C’è una trasparenza totale, li approviamo il 1 settembre”.

Questo perché “Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare”. “Le correnti in magistratura hanno portato a discussioni di diritto, nascono da belle discussioni politiche ma siamo contrari alle carriere per appartenenza ad una corrente – ha spiegato Renzi a proposito dell’ideologia nell’ambito dell’amministrazione della giustizia -. Il governo riformerà anche il Csm, ma dopo le elezioni che porteranno al rinnovo delle cariche”. Per il premier il Consiglio dei ministri “è un presidio straordinario, un punto di garanzia di indipendenza alla quale noi ci inchiniamo”. Ma “ci inchiniamo non alla magistratura ma al concetto di indipendenza”.

I particolare “chi giudica non nomina, chi nomina non giudica”. 

Ecco in sintesi i 12 punti, alcuni sintetizzati per temi, della riforma che ora sarà aperta alla discussione per due mesi tra addetti ai lavori e cittadini. Un altro modo per prendere tempo e disattendere quello che i cittadini, e non soltanto gli elettori del Pd, avevano riposto in Matteo Renzi.

GIUSTIZIA CIVILE: la riduzione dei tempi punta a portare ad un anno il primo grado del procedimento civile. La riforma vuole poi portare a dimezzare l’arretrato con una corsia preferenziale per imprese e famiglia.

CSM: “Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica” ha detto Renzi spiegando che la carriera sarà legata al merito.

RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI sul modello europeo.

RIFORMA DEL DISCIPLINARE DELLE MAGISTRATURE SPECIALI NORME CONTRO LA CRIMINALITÀ.

ECONOMICA (falso bilancio, autoriciclaggio).

ACCELERAZIONE DEL PROCESSO PENALE E RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE INTERCETTAZIONI (diritto all’informazione e tutela privacy).

INFORMATIZZAZIONE integrale del sistema giudiziario.

RIQUALIFICAZIONE del personale amministrativo.

Scritto da Roberto Mastrangelo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %