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Centrodestra... se telefonando...

Angelino Alfano chiama Silvio Berlusconi, conversazione privata a detta dei rumors, sul piano umano per l’assoluzione del Cavaliere.

Non è un mistero che Giovanni Toti fosse stato chiamato da “Studio Aperto” alla corte di Silvio per ricucire i rapporti con l’NCD. Anche perché, di quid, anche questo epigono, non è che francamente ne abbia molto.

Allora il punto dov’è? Innanzitutto, molti da ambo i fronti non capirebbero dopo mesi di reciproche accuse e tradimenti il ricongiungimento in coalizione. Poi, se non bastasse la coltre umana e sentimentale, v’è anche una questione di intenti. Come si mettono insieme i filorenziani e gli anti? Chi è euroscettico e chi euroconvinto? Chi ha votato Mare Nostrum e chi lo osteggia? E quindi ancora, come metti insieme Forza Italia, Ncd, Udc, Lega Nord e Fratelli d’Italia?

Ovviamente, fare una mera sommatoria di partiti per presentarsi compatti all’elezioni significherebbe la disfatta integrale alla prova di governo, ma anche in caso d’opposizione. La gente è stufa delle alchimie partitiche e dei giochetti di sopravvivenza. Non ha interesse a salvare la barca politica, se nel frattempo, loro annegano in tasse, disoccupazione, e stagnazione economica.

La perestrojka del centro-destra non può nemmeno ungersi del sacrale atto delle primarie di leadership, se prima non s’è intesa una strada ed un percorso comune. La conditio sine qua non per ricostruire, e non più rinviabile, appare il “cantiere delle idee” in cui si infornano gli obiettivi i modi ed i tempi che una ipotetica nuova casa delle libertà vorrà raggiungere. Dopodiché, fattesi primarie di contenuti si potrà pensare alla successione. Oggi nessuno vuol guidare un moto che non sa nemmeno dove approdare.

Se non si vuole lasciare una prateria incontaminata di consensi a Renzi per i prossimi anni, urge rilanciare una filosofia culturale diversa che porti il fronte dei moderati ad essere competitivo e vincente. Tuttavia paiono immobilizzati, incantanti in questa subalternità morale al Matteo di Firenze.

Il futuro comincia oggi. O forse ieri, e già si sta perdendo molto tempo. Chi si sente democratico, anche se non vota il “Partito democratico” sa bene che l’alternanza ed una opposizione forte è il sale della democrazia stessa. Fioriremo dalle ceneri?

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
Scritto da Andrea Lorusso
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