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Le elezioni si avvicinano

 

Berlusconi ormai sta dappertutto, radio, prima serata, seconda serata. Giovedì sarà ospite anche di Santoro e quasi tutti sperano di vederne delle belle anche tra il Cavaliere ed il "suo amico" Travaglio. Inoltre, visto il suo atteggiamento da "guerriero" dell'ultimo mese, gli scommettitori, e non solo loro, si stanno sbizzarrendo con scommesse di ogni tipo. Stanleybet, nota agenzia di scommesse, quota a 5.00 la possibilità dell'abbandono da parte di Silvio Berlusconi dallo studio di «Servizio Pubblico» prima del gong finale. L'ipotesi che l'ex premier regga fino in fondo il confronto con il suo antagonista, tuttavia, rimane quella più probabile: Stanleybet offre infatti a 1.12 l'eventualità che Berlusconi rimanga in studio fino alla fine della puntata. Scommessa politica o politica delle scommesse?

Il PD ha votato le liste dei candidati delle prossime elezioni riservando  particolare attenzione ai nomi dei candidati che potrebbero accomodarsi a Palazzo Madama. E' proprio al Senato, infatti,  che si giocherà la partita decisiva del futuro governo del Paese. Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia, queste le quattro regioni cruciali. Nel caso in cui Bersani riuscisse a vincere tre premi di maggioranza su quattro avrebbe la maggioranza assoluta senza l'eventuale "aiutino-Monti".  Se invece la coalizione di centro-sinistra dovesse conquistare solo due premi su quattro, il Professore sarebbe l'attore decisivo. Ma la situazione tra i due non è chiara, l'uno chiede all'altro di scoprire le proprie carte e viceversa, come non è molto chiaro -o forse semplicemente difficilmente immaginabile- come potrebbe funzionare un accordo tra Monti e Vendola. Non si sa bene chi tra i due voglia "conservare" e chi voglia "aggiustare", ma comunque sia un bisticcio è facilmente prevedibile.
Monti nel frattempo non perde tempo.  All'interno della propria lista aggiunge Sechi, diretto de "Il Tempo", la Vezzali, plurimedagliata olimpica,  ed adesso anche Mario Mauro, da poche ore ex-capogruppo della delegazione del PdL al PE. Proprio l'eurodeputato, alla fine del suo intervento, nel corso del quale ha ufficializzato la defezione dal partito al quale era iscritto dal '99, ha ricevuto applausi fragorosi da parte dell'intera aula che riuniva il PPE. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? " Il riavvicinamento del PdL alla Lega".
Infine Grillo. A quanto pare, secondo quanto dice in un fuori onda, con la testa, e col cuore, vorrebbe già tornare a fare il comico, ad occupare le piazze, ad urlare e strillare per far ridere la gente.
Che campagna elettorale, par condicio, promesse generose e quant'altro abbiano inizio.
Scritto da Sveva Biocca
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