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Dieta mediterranea: rischio allergie

I dati recenti di una importante ricerca universitaria sono del tutto negativi per alcuni dei più importanti prodotti della dieta Mediterranea. Si è arrivati, infatti, alla conclusione che i prodotti identificati maggiormente come fonti di allergie alimentari, sono proprio gli elementi legati alla dieta mediterranea: vegetali, frutta, crostacei, e più frequentemente ricci di mare e polipi. Tali risultati sono stati ottenuti attraverso uno studio presentato a Cagliari durante la quarta edizione della SIAIC Interactive School “SIS”.

Secondo gli ultimi dati, il 25% della popolazione italiana soffre di allergie: gli allergeni più pericolosi sono le graminacee ed i pollini. Tra questi soggetti, uno su quattro soffre di allergie legate all'alimentazione. Cifre che si sono quasi raddoppiate nel corso degli ultimi dieci anni. La fascia d’età più colpita è quella che va dai bambini più piccoli agli adulti intorno ai 50 anni.

Stefano Del Giacco, medico chirurgo, professore Aggregato, specialista in Medicina Interna ed in Allergologia e Immunologia Clinica  di Cagliari, spiega : " In aumento le allergie incrociate: è possibile, per una questione di somiglianza molecolare, che alcuni soggetti con allergie respiratorie abbiano una reazione avversa anche ad alcuni alimenti, come crostacei, lumache e molluschi. Aumentano i casi di allergie ai ricci di mare e al polpo: per questi non si è ancora concretizzata la possibilità di eseguire un apposito test diagnostico".

Massimo Triggiani, presidente Siaic e docente di Allergologia e immunologia clinica presso l'Università di Salerno, replica: "Purtroppo in molti casi le allergie alimentari sono causate da quantità infinitesimali dell’allergene che possono contaminare gli alimenti anche in maniera accidentale, per questo motivo, anche se il paziente è molto attento ad evitare gli alimenti a cui sa di essere allergico ed a segnalare al ristoratore le sue allergie, non si può escludere la possibilità di una presenza imprevista di allergeni nel piatto".

Stefano Del Giacco, prosegue: "Un appello simile deve essere lanciato anche alle industrie alimentari, piccole e grandi che non specificano nella relativa etichetta tutti i prodotti usati, abbreviandoli con altre terminazioni. Come quando si legge “può trattenere tracce di” o “aromi naturali”: non specificano nulla, e possono causare seri problemi al soggetto allergico e a chi non sa ancora di esserlo".

Per un ulteriore tutela alimentare,la SIAIC ha organizzato una tavola rotonda con la partecipazione delle associazioni dei pazienti degli specialisti allergologi, delle categorie di ristorazione. In quanto è fondamentale per un soggetto allergico avere informazioni sul tipo di allergeni e sulle loro caratteristiche principali (resistenza alla cottura, distribuzione all'interno dei diversi alimenti, quantità sufficiente a causare i sintomi) al fine di affrontare un alimentazione priva di  allergeni.

Scritto da Antonella Nigri
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