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Insegnanti: siamo un paese anziano e di anziani

Abbiamo i professori più vecchi del mondo. Sono questi gli ultimi dati forniti dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) che parlano di 62 insegnanti su cento nel nostro paese che nel 2011 avevano già 50 anni, mentre per quanto riguarda i giovani docenti in cattedra erano un appena lo 0,27 per cento, in poche parole 27 su mille. Il rapporto dell' Education at a glance del 2013 ha confermato che le scuole italiane ospitano gli insegnanti più stagionati dei 32 paesi censiti dall'Ocse. Un vero e proprio record negativo per l' Italia acuito anche dalla legge Fornero introdotta del dicembre 2011 sul sistema pensionistico. A sorpresa il paese che ci segue è la Germania, con il 49,7 per cento di docenti over 50 e il 4,8 per cento under 30. Diversa la situazione oltre la Manica dove ci sono 32 insegnanti su cento over 50 e ben 20 con meno di 30 anni.

A denunciare la pericolosa deriva cui si sta dirigendo il nostro Paese oltre all' Ocse è l'Anief- un'associazione professionale sindacale della scuola fondato da Marcello Pacifico che parla di "blocco del turn over" in poche parole di un mancato cambio generazionale pericoloso. "Con il 2014  -  ha dichiarato l'Anief -  ci sarà un altro giro di vite sulle pensioni. Particolarmente penalizzate le donne, che nel comparto istruzione rappresentano oltre l'80 per cento del personale. Oltre a questi numeri, che non necessitano di commenti per la loro limpidezza  -  commenta Pacifico  -  c'è da dire che in Italia i nostri governanti continuano a dimenticare che l'insegnamento è scientificamente collocato tra le categoria professionali più a rischio burnout".

"Nel 2014 per la pensione di vecchiaia  -  spiega il leader dell'Anief  -  serviranno 63 anni e 9 mesi di età; per quella anticipata servirà un'anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi, ma rispetto a pochi anni fa lascerà il servizio meno della metà degli insegnanti" favorendo così il blocco generazionale nella scuola con generazioni di allievi sempre più digitali ed insegnanti più vecchi. "Mentre nel nostro Paese  -  conclude il presidente dell'Anief  -  si continuano a tutelare altri dipendenti, come quelli di sicurezza, difesa e soccorso pubblico, che ancora possono lasciare a 57 anni, in certi casi a 53: in questi casi, infatti, la somma età-contributi si ferma non a quota 96, ma addirittura a 92 anni. Tanto è vero che nel primo semestre 2013 i dati ufficiali emessi dall'Inps hanno rivelato che i corpi di polizia hanno lasciato il servizio in media a 54,8 anni ed i militari a 57 anni. È davvero grave che a fronte di certe deroghe, su cui non spetta a noi entrare nel merito, per gli insegnanti la soglia della pensione è stata posticipata, quando entrerà a regime, a 67-68 anni".

Il precariato, l'entrata tardiva dei docenti nel sistema universitario, la struttura a piramide che vede come protagonisti sempre gli stessi professori e il numero imprecisato dei ricercatori sottopagati nei nostri atenei danno un' immagine poco felice del nostro sistema educativo. In un paese dove l'educazione - mai come ora- svolge un compito indispensabile per le nuove generazioni, merita un' attenzione maggiore da parte dello stato in grado di rendere - non senza sforzi - il sistema di insegnamento più accessibile ai giovani ed evitare così quella pericolosa fuga dei cervelli che da tempo sta colpendo il paese.

Scritto da Eliona Cela
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