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Terzo settore

Ipertensione. La nuova campagna della Rete Farmacisti preparatori

Stress, fattori congeniti, ereditarietà, età, fumo, alimentazione; sono molteplici e spesso interconnesse le cause dell'ipertensione. La Rete Farmacisti Preparatori dà il via a partire da luglio ad una tre mesi dedicata alla conoscenza, prevenzione e cura di una patologia tanto diffusa come l'alterazione della pressione sistemica.

Per i mesi di luglio, agosto e settembre, le farmacie aderenti alla Rete, 170 in tutta Italia, 7 solo in Puglia, dispenseranno ai i cittadini  consigli utili per la prevenzione dell'ipertensione, con l'ausilio di schede dietoterapiche

I valori normali di pressione arteriosa devono essere inferiori a 140/90 mmHg

I valori pressori inferiori a 120/80 mmHg sono considerati ottimali

Valori pressori di sistolica compresi tra 140 e 159 mmHg e di diastolica tra 90 e 99 mmHg sono definiti come ipertensione di grado lieve.

Valori pressori di 160-179 mmHg di sistolica o 100-109 mmHg di diastolica rappresentano un’ipertensione di grado moderato.

Infine valori uguali o superiori a 180 e 110 mmHg rispettivamente di sistolica e di diastolica costituiscono un’ipertensione di grado severo o grave.

È possibile monitorare questi valori oltre che dal medico,  in farmacia o con l'ausilio di dispositivi elettronici da braccio o da polso da utilizzare comodamente in casa.

“L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari – spiega Santo Barreca, uno dei rappresentanti di Rete Farmacisti Preparatori – Stando ai dati forniti dall’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey, in Italia il 56% degli uomini e il 43% delle donne di età compresa tra i 35 e i 79 anni sono ipertesi. Una problematica che non va trascurata e un appello al quale Rete Farmacisti Preparatori, da sempre attenta al benessere e alla salute della persone, non può non rispondere attivandosi in termini di prevenzione e di divulgazione conoscitiva”.

 

Da domenica 30 ore in viaggio per la vita

 

Salperà domenica prossima, 30 marzo, dal Porto di Genova, la Crociera solidale “Trenta Ore in viaggio per la Vita”.  

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra MSC Crociere e l’Associazione “Trenta Ore per la Vita”, organizzazione che ha raggiunto l’importante traguardo dei 20 anni di attività durante i quali ha realizzato oltre 740 importanti progetti, raccolto 91 milioni di euro con le donazioni, nell’ambito dell’assistenza, della ricerca e della prevenzione, ed è andata in soccorso a migliaia di persone in tutta Italia e in molti Paesi del mondo.

Concluso il percorso che negli ultimi tre anni l’ha vista al timone di campagne sulla cardio protezione, “Trenta ore per la vita” nel 2014 scende in campo per i bimbi affetti da tumore, piccole ed innocenti vittime delle patologie oncoematologiche, fornendo assistenza anche alle loro famiglie e sostegno alle associazioni di genitori aderenti alla FIAGOP.

Quest’anno, infatti, la campagna d’informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi sarà rivolta in toto alla realizzazione di progetti presentati da Associazioni di genitori per assicurare a bambini e adolescenti  malati di tumore il diritto alle cure migliori possibilmente restando a casa o, nel caso non fosse possibile, garantendo a loro e alle famiglie “una casa lontano da casa”. Dal 30 marzo al 20 aprile sarà possibile sostenere la campagna con un SMS o con una chiamata da rete fissa al numero solidale 45508.

Il primo passo di questa nuova missione benefica avrà luogo proprio a bordo di MSC Splendida, nave ammiraglia di MSC Crociere, compagnia leader del mercato crocieristico e da sempre sensibile a cause di questo tipo. A bordo, immancabile la presenza della conduttrice tv e generosa e infaticabile testimonial dell'Associazione, Lorella Cuccarini.

Insieme a lei, Marco Columbro, il cantautore Nek, il Maestro Peppe Vessicchio, Giovanni Muciaccia, Arianna Bergamaschi e tanti altri artisti chiamati a intrattenere il pubblico e regalare grandi momenti di spettacolo, ma soprattutto speranza e sorrisi. 

Durante la settimana di crociera nel Mediterraneo, tra la Tunisia, la Spagna e la Francia, giochi, serate dedicate, concerti. Tutti avranno la possibilità di dare il loro piccolo contributo alla causa. Per l’occasione sarà inoltre realizzato a bordo il “Bingo Trenta Ore per la Vita”. Parte dell’incasso sarà devoluto all’Associazione, così come a sostegno della causa comune andrà anche parte del ricavato dei biglietti e dei servizi a bordo.

La crociera “Trenta Ore in viaggio per la Vita” toccherà, nei due giorni successivi alla partenza, anche Napoli e Messina. In particolare, nelle due tappe italiane, rispettivamente 31 marzo e 1 aprile, un gruppo di 40 bambini accompagnati dai genitori salirà a bordo per trascorrere una giornata speciale, tra giochi, allegria e spensieratezza. I bimbi parteciperanno anche alla competizione, con tanto di premiazione finale, di “Hey Mister DJ”, diventando DJ per un giorno.

Quest'anno l'iniziativa "Trenta Ore per la Vita" prevede, tra i progetti da finanziare, anche quello della Onlus barese Agebeo e Amici di Vincenzo (QUI l'approfondimento)

Bambini plusdotati tra risorse, opportunità, problematiche

I bambini ad alto potenziale (gifted) sono soggetti con bisogni speciali e in Italia si contano 400 mila alunni. Si tratta di una percentuale del 5% della popolazione studentesca che si differenzia dagli altri minori perché impara più velocemente, precocemente e in modo qualitativamente differente.

Eppure alcuni di loro possono avere, in uno o più campi, un disturbo dell’apprendimento o sviluppare patologie come la depressione, vivere il disagio provocato ‘dall’underachievement’, dal perfezionismo e dallo stress connesso al loro sviluppo asincronico. L’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, per sostenere una crescita armonica di questi individui e predisporre adeguati interventi didattici di supporto, promuoverà un tavolo tecnico sabato mattina per presentare e analizzare con i professionisti del settore le problematiche relative all’individuazione e alla valutazione dei ‘bambini brillanti’.

“Apparentemente sembra una beffa- precisa Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- poiché nonostante questi bambini abbiano una capacità di elaborazione elevata, poi non si sentono capiti e rispondono distaccandosi dal gruppo classe. Loro vivono un disagio indotto da noi adulti. Per questo motivo- prosegue lo psicoterapeuta dell’età evolutiva- dobbiamo dare vita a campagne di sensibilizzazione e promozione nelle scuole, così da stilare un programma che tenga conto di questa realtà e che tuteli questi bambini”.

Sono numerosi i miti che “circondano il mondo dei ‘minori speciali’ e primo fra tutti l’idea che il bambino ad alto potenziale non abbia bisogno di supporto perché, grazie alla sua dotazione intellettiva, riuscirà a sviluppare le sue capacità da solo. Paradossalmente il ‘dono’ non porta solo gioie e felicità ma anche pericolo, ansia, disappunto”, spiega Maria Assunta Zanetti, responsabile dello staff scientifico di Labtalento, il Laboratorio di ricerca e intervento per lo sviluppo del potenziale, del talento e della plusdotazione dell’università di Pavia che collabora con le scuole per riconoscere e valutare il potenziale dei ragazzi iperdotati. La docente universitaria illustrerà al seminario IdO, insieme agli esponenti dell’associazione nazionale di supporto della plusdotazione Step-net Onlus, le strategie da mettere in atto per supportare questi bambini sia nel contesto scolastico, attraverso una formazione specifica degli insegnanti, che in quello familiare, a sostegno dei genitori. “Abbiamo molti minori che vengono da noi a Pavia ma che provengono da diverse Regioni d’Italia- afferma la psicologa- cerchiamo di trovare dei collaboratori su Roma”.

Il mondo della scuola “deve andare oltre questi falsi miti per documentarsi, formarsi e progettare percorsi di sostegno agli apprendimenti e allo sviluppo di questi piccoli allievi- aggiunge Zanetti- l’avere un’intelligenza molto sviluppata o un talento particolare non significa necessariamente avere successo come individuo nella vita, negli apprendimenti e nelle relazioni. La loro spiccata accelerazione intellettiva non rispecchia le capacità di giudizio e la maturità emotivo-relazionale. La loro esperienza emotiva è molto più intensa del comune e a volte possono provare emozioni così forti- conclude- che vanno ad intralciare e compromettere i processi di elaborazione sottesi alla performance”.

È un mondo poco conosciuto, il loro: fatto di perdita di autostima, abbandono scolastico e isolamento sociale. Segni chiari eppure così difficili da riconoscere. Chi li segue punta a curarli, ma soprattutto a riconoscerli per farli uscire dalla loro invisibilità.

Disabilità, il calcio come mezzo per integrare i bambini

Creare in Italia scuole di calcio integrate, aperte a bambini disabili e normodotati, per ribadire che lo sport non e' solo competizione ma anche solidarieta'. Lo chiedono l'universita' degli studi di Modena e Reggio  Emilia, l'associazione 'Bambini del mondo' onlus e il Centro sportivo italiano-Comitato regionale Emilia Romagna, che il 26 febbraio presenteranno a Roma, presso la sala convegni Enpav in via Castelfidardo 41 (zona piazza Indipendenza) alle ore 11.30, il progetto globale 'Il cuore nel pallone' lanciando due eventi speciali. Si tratta di una maratona della solidarieta', in programma il 7 aprile allo stadio Braglia di Modena con una partita di calcio integrata tra tante e diverse nazionali di calcio alle ore 15, e la 6a edizione del Torneo internazionale giovanile di calcio integrato 'Il cuore nel pallone', che si svolgera' l'1, 2, 3 e 4 maggio in tre stadi prestigiosi della provincia di Roma (Monterosi, Campagnano, Mazzano) alla presenza di 30 societa' calcistiche di grande rilievo e di circa 600 piccoli calciatori

"Noi portiamo avanti una concezione di sport integrato - spiega la prima associazione promotrice, 'Bambini del mondo' onlus- molti minori che fanno calcio integrato poi abbandonano perche' non c'e' mai uno scambio diretto con i bambini normodotati e loro vogliono giocare a calcio a 11. Insieme a Smile action e in collaborazione con l'Albano Primavera, che nasce seguendo le regole della Special Olimpics, abbiamo visto che e' possibile portarli piano piano a giocare con le regole normali per integrarli sempre di piu'. Parliamo di ragazzi perfettamente idonei a giocare a 11 - conclude la onlus - e seguiti da quando erano piccoli".

Insomma, il 7 aprile scenderanno in campo a favore della solidarieta' tantissime nazionali: la nazionale Emilia Romagna, la Nazionale integrata Smile Action, la Nazionale cabarettisti, la Nazionale prestigiatori, la Nazionale senior veterinari Dop, la Nazionale dj, Fuori dal set Amici di Luca Zingaretti, la Nazionale doppiatori, la Nazionale Amici gli angeli della tv e, infine, l'Altra squadra per l'Emilia Romagna (una squadra integrata, di cui fanno parte giocatori di ogni societa' calcistica emiliana). Tutte con un unico obiettivo: contribuire ad una raccolta fondi partita a fine novembre per finanziare la ricostruzione di un campo sintetico allo stadio di Finale Emilia a Modena, colpito dal sisma del 2012, e di un maneggio per attivita' di equitazione per disabili e normodotati presso il Villaggio della solidarieta' - papa Giovanni XXIII a Reggio Emilia. Inoltre, sara' anche l'occasione per raccogliere altri fondi che serviranno a pagare il soggiorno romano di tutti i bambini partecipanti al torneo di maggio.

 

I patrocini de 'Il cuore nel pallone' sono numerosi, e a quelli gia' esistenti si sono aggiunti quest'anno,  oltre all'Enpav che ospita la conferenza stampa, quelli della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Modena, di Fgci e Coni della Regione Emilia Romagna, della Croce rossa italiana, della Protezione civile, della Fand e della Fish regionali, del Criba, dell'Ufficio scolastico provinciale   di Modena, del Comitato italiano paraolimpico dell'Emilia Romagna e dell'Accademia militare di Modena.

Saranno invece presenti alla conferenza di presentazione del progetto globale Urbano Stenta, presidente di Children of the Word ed esperto italiano per la redazione della Convenzione internazionale Onu sulla difesa dei diritti e della dignita' delle persone con disabilita'; una folta delegazione istituzionale dell'Emilia Romagna, insieme a una rappresentanza del Comune di Modena; le nazionali che giocheranno a Modena, esclusa la squadra dell'Emilia Romagna; il direttore tecnico del torneo di maggio, Vittorio Totonelli, e alcune delle squadre di bambini che giocheranno a maggio.

'Il cuore nel pallone' ha ricevuto anche per questa edizione la medaglia del presidente della Repubblica, insieme a tantissimi altri riconoscimenti, partner e testimonial.

Con il Sud: no welfare? no sviluppo!

Si è conclusa a Bari la prima parte di CON IL SUD, l’evento l’evento promosso dall'omonima Fondazione in collaborazione con il X Forum del Libro Passaparola nei due week end dell'11-12 e 18-19 ottobre. Nella seconda giornata di CON IL SUD è stato affrontato un tema di indubbia attualità nel convegno No Welfare? No sviluppo! tenutosi in Sala Murat alla presenza di Francesco Carchedi, dell'Università La Sapienza di Roma, Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, Antonio Castorani, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Pasquale Calemme, Comitato di Napoli “il Welfare non è un lusso”, Francesco di Giovanni, Coop.sociale Al Azis di Palermo, Patrizia Stasi di Sisaf Salerno, Vincenzo Linarello Consorzio Goel Calabria, Andrea Morniroli della Coop. Dedalus e Carlo Borgomeo Presidente Fondazione CON IL SUD

L'incontro si è tenuto attraverso una nuova modalità di confronto dove al tema della tutela e promozione dei diritti delle persone più fragili e in difficoltà si è affiancata anche una riflessione sul benessere collettivo e sulla qualità dell'investimento. Tante le voci concordi del sostenere che il welfare è prima di tutto presupposto allo sviluppo.

Tra le testimonianze dirette e le esperienze a confronto segnaliamo il progetto AIUTAMUNDI di Gioia Tauro che permette di sviluppare un sistema di scambio di beni e servizi senza denaro con ripercussioni sia economiche sia sul grado di coesione della comunità. Aiutamundi – dal dialetto “aiutiamoci” – evoca, infatti, l’impegno della comunità locale ad attivare innanzitutto le proprie risorse per creare sviluppo, mettendo in moto un'economia all’interno della quale domanda ed offerta oggi non si incontrano, a causa di una domanda che non è capace di pagare monetariamente l’offerta.

E ancora il SISAF, il Servizio Integrato Socio-Ambulatoriale per la Famiglia, primo Centro nel Sud Italia dedicato ai bisogni del singolo e della collettività nel suo complesso. Un luogo aperto all’accoglienza, all’intercettazione e all’orientamento dei bisogni complessi delle famiglie, in un’ottica multidisciplinare e di normalità, e non solo a partire da condizioni di disagio conclamato, per un sostegno ed un accompagnamento personalizzato alla famiglia e ai suoi membri, nelle differenti fasi di transizione del ciclo di vita: innovazione molto stimolante e partecipata. Si è così cercato di dare vita ad un modello di welfare di comunità innovativo e stimolante che ha il suo punto di forza nella facilità d’accesso intesa come possibilità di avere a disposizione un’offerta integrata di servizi sia per il sostegno alla persona e alla famiglia, sia di cura, in un luogo a cui ci si rivolge per bisogni anche differenti (sociali, sanitari, pedagogico-educativi).

Offre quindi l’opportunità di fruire di prestazioni pedagogiche, psico-socio-sanitarie, di medicina specialistica a tariffe calmierate, fattore determinante per accogliere le necessità di famiglie in condizioni reddituali medie o medio-basse.

Non ultimo il BES, ovvero un metodo in grado di calcolare il livello di benessere dei singoli e della comunità, in una società dove il Pil ormai non è ritenuto esaustivo a più voci e si pone  l’esigenza di una sostituzione valida in un quadro di riferimento ampio e condiviso. Ecco allora inserire nel paniere ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza personale, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni, come ambiti adatti a valutare quanto prospera e vive più o meno felicemente la società italiana.

Dal coro è emersa anche il disagio di Napoli che deve far fronte alla scarsità delle risorse pubbliche esistenti in un contesto generale comunque particolarmente difficile.

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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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