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Asfissia neonatale, il decalogo dei medici per i genitori

Fra i bambini da zero a quattro anni il soffocamento è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali, ogni anno muoiono circa 50 bimbi per un boccone andato di traverso e in 30 hanno meno di un anno.

Ma pochi genitori sanno come ci si deve comportare in situazioni di emergenza: con un'ora di corso dedicato a genitori, nonni, babysitter e insegnanti la Federazione Italiana Medici Pediatri, in collaborazione con la Società Italiana Medicina ed Emergenza Urgenza Pediatrica, insegnerà il decalogo per la prevenzione e la gestione dell'emergenza-soffocamento. Istituita la prima Rete Nazionale di esperti in formazione per le manovre salvavita, 100 istruttori pronti a tenere i corsi in tutta Italia.

Un boccone va di traverso, un pezzettino di plastica si stacca dal giocattolo che il bimbo sta mettendo in bocca ed ecco che il piccolo smette di respirare, diventa cianotico, annaspa in cerca d'aria.

La “classifica” dei cibi più pericolosi vede al primo posto le amate caramelle, seguite da pezzetti di carne, chicchi d'uva e noci; in pole position fra gli oggetti rischiosi le luccicanti monete e i colorati palloncini sgonfi.

Lo rivelano gli esperti della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) riuniti a Montecarlo dall'8 al 10 marzo per la Scuola di Disostruzione del Corpo Estraneo e Manovre di Rianimazione Cardiopolmonare Pediatrica di Base, durante la quale sarà presentata la Rete formativa nazionale per le manovre salvavita attraverso cui genitori, nonni, babysitter e insegnanti di tutta Italia impareranno come gestire l'emergenza-soffocamento: basterà un corso di appena un'ora per conoscere il decalogo della prevenzione messo a punto dai pediatri e impadronirsi dei pochi, semplici gesti che possono salvare la vita di moltissimi bambini.

In Italia quasi un bimbo al giorno rischia di morire soffocato da un boccone andato di traverso: secondo le stime sono 450 all'anno i casi di soffocamento che si verificano nel nostro Paese, di cui il 60 per cento, poco meno di 300, in bambini da zero a 14 anni. È proprio questa la fascia di popolazione più a rischio e ogni settimana un bambino muore per colpa di un corpo estraneo che si è bloccato in gola: sono infatti circa 50 ogni anno i decessi per soffocamento nei piccoli con meno di 14 anni, pari al 95 per cento di tutte le vittime causate dall'inalazione di un corpo estraneo. Di questi, 30 non hanno ancora neppure compiuto un anno.

“Tra gli incidenti domestici – spiega Giuseppe Mele, presidente FIMP – l'inalazione di corpo estraneo è un evento tuttora ai primi posti tra quelli che avvengono nei primi anni di vita. Accade perché i bambini piccoli hanno la tendenza a portare alla bocca tutti gli oggetti che li interessano, perché spesso corrono mentre mangiano, perché ancora masticazione e deglutizione non sono perfettamente coordinate.

Basterebbe però sapere che cosa fare e che cosa non fare quando un bambino dà segni di soffocamento per evitare una tragedia che colpisce 50 famiglie ogni anno: i presenti devono certamente chiamare aiuto, ma devono essi stessi, prima dell'arrivo di un soccorso specializzato, essere in grado di praticare le manovre salvavita basilari per la disostruzione perché ogni minuto, ogni secondo è prezioso.

Purtroppo oggi nel nostro Paese pochissimi genitori conoscono le manovre salvavita, così la FIMP ha deciso di istituire corsi di un'ora dedicati a tutti coloro che quotidianamente si occupano dei bambini piccoli: genitori, nonni, babysitter, insegnanti d'asilo e scuola elementare, assistenti sociali, bagnini e così via.

L'obiettivo principale è l'informazione e formazione di tutte le persone che ruotano attorno alla vita di un bambino e che si occupano, a qualsiasi livello, della sua salute e sicurezza, per diffondere il più possibile le conoscenze di base per la disostruzione e la rianimazione cardiopolmonare: pochi gesti, ma fondamentali per salvare molte vite”.

Il Dipartimento Scientifico PdF-Comunità nato a questo scopo nella FIMP sta creando una Rete formativa di circa 100 istruttori sanitari e laici in manovre di disostruzione e manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica di base. Saranno questi soggetti, poi, a diffondere sul territorio le conoscenze attraverso corsi di un'ora che verranno tenuti in scuole, asili nido, sedi comunali. 

“Intendiamo collaborare con tutti, sanitari e laici - prosegue Mele - Per creare la Rete FIMP sta collaborando con la Società Italiana di Medicina Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP), che ha predisposto le linee guida e assieme a FIMP ha redatto un percorso di accreditamento per i formatori, con affiancamenti e supervisioni. Vogliamo arrivare davvero a tutta la popolazione, ad esempio rivolgendoci a genitori non vedenti e non udenti o di bambini con disabilità, ma anche a genitori extracomunitari”. Obiettivo, far conoscere ovunque e a chiunque il “decalogo” di prevenzione e gestione del soffocamento messo a punto da FIMP.
 
IL DECALOGO FIMP PER PREVENIRE E GESTIRE L'INALAZIONE DI UN CORPO ESTRANEO NEI BAMBINI
 
  1. Non dare ai bambini cibi solidi prima che siano in grado di masticarli e deglutirli, facendo attenzione soprattutto a caramelle e cioccolatini
  2. Non lasciare alla portata dei bambini, se non sono sorvegliati da un adulto, oggetti piccoli che potrebbero incuriosirli: bottoni, perline, spille, monete, giocattoli od oggetti grandi che possano essere smontati in piccole parti
  3. Acquistare giocattoli a norma, adatti per l'età dei figli, facendo attenzione che non si possano rompere o smontare in parti troppo piccine: per i bambini con meno di 10 mesi la sagoma dell'oggetto non deve essere inferiore a 30x50 millimetri, per i bimbi con meno di 3 anni il diametro deve superare i 31,7 millimetri
  4. Se avviene un incidente, non farsi prendere dal panico ma chiamare subito i soccorsi, sia facendo accorrere persone eventualmente nei paraggi che telefonando al 118
  5. In attesa di aiuto, praticare le prime manovre di soccorso; in caso di dubbi, si può restare al telefono con l'operatore del 118 per avere precise indicazioni sul da farsi
  6. Se il bambino ha più di tre anni, si deve sistemare leggermente prono in avanti con la testa verso il basso; quindi si danno 5 colpi decisi con il palmo della mano sulla schiena, in zona centro-laterale
  7. Se così non espelle il corpo estraneo, si deve praticare la cosiddetta manovra di Heimlich: sistemare un pugno sopra l'ombelico, circondarlo con l'altra mano e spingere verso l'interno e in alto contemporaneamente per aumentare la pressione interna al torace e facilitare l'espulsione. La sequenza di colpi alla schiena e manovre va ripetuta fino all'arrivo dei soccorsi.
  8. Se il bambino è piccolo cambia la posizione di intervento: ci si deve sedere sistemando il bimbo a faccia in giù sulle gambe, dando colpi sulla schiena dal centro verso l'esterno. Poi deve essere posto su un piano rigido praticando compressioni toraciche simili al massaggio cardiaco. Mai metterlo a testa in giù, perché non ci sono evidenze di efficacia.
  9. Se la vittima è incosciente, bisogna aggiungere la rianimazione cardiopolmonare ovvero fasi di respirazione bocca a bocca alternate a un massaggio cardiaco
  10. Una volta superata l'emergenza è comunque consigliabile sottoporre il bimbo a un controllo medico, per verificare ad esempio che non vi sia una polmonite ab ingestis provocata dal corpo estraneo rimasto nelle vie aeree.
Scritto da Redazione
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