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Con il Sud: no welfare? no sviluppo!

Si è conclusa a Bari la prima parte di CON IL SUD, l’evento l’evento promosso dall'omonima Fondazione in collaborazione con il X Forum del Libro Passaparola nei due week end dell'11-12 e 18-19 ottobre. Nella seconda giornata di CON IL SUD è stato affrontato un tema di indubbia attualità nel convegno No Welfare? No sviluppo! tenutosi in Sala Murat alla presenza di Francesco Carchedi, dell'Università La Sapienza di Roma, Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata, Antonio Castorani, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Pasquale Calemme, Comitato di Napoli “il Welfare non è un lusso”, Francesco di Giovanni, Coop.sociale Al Azis di Palermo, Patrizia Stasi di Sisaf Salerno, Vincenzo Linarello Consorzio Goel Calabria, Andrea Morniroli della Coop. Dedalus e Carlo Borgomeo Presidente Fondazione CON IL SUD

L'incontro si è tenuto attraverso una nuova modalità di confronto dove al tema della tutela e promozione dei diritti delle persone più fragili e in difficoltà si è affiancata anche una riflessione sul benessere collettivo e sulla qualità dell'investimento. Tante le voci concordi del sostenere che il welfare è prima di tutto presupposto allo sviluppo.

Tra le testimonianze dirette e le esperienze a confronto segnaliamo il progetto AIUTAMUNDI di Gioia Tauro che permette di sviluppare un sistema di scambio di beni e servizi senza denaro con ripercussioni sia economiche sia sul grado di coesione della comunità. Aiutamundi – dal dialetto “aiutiamoci” – evoca, infatti, l’impegno della comunità locale ad attivare innanzitutto le proprie risorse per creare sviluppo, mettendo in moto un'economia all’interno della quale domanda ed offerta oggi non si incontrano, a causa di una domanda che non è capace di pagare monetariamente l’offerta.

E ancora il SISAF, il Servizio Integrato Socio-Ambulatoriale per la Famiglia, primo Centro nel Sud Italia dedicato ai bisogni del singolo e della collettività nel suo complesso. Un luogo aperto all’accoglienza, all’intercettazione e all’orientamento dei bisogni complessi delle famiglie, in un’ottica multidisciplinare e di normalità, e non solo a partire da condizioni di disagio conclamato, per un sostegno ed un accompagnamento personalizzato alla famiglia e ai suoi membri, nelle differenti fasi di transizione del ciclo di vita: innovazione molto stimolante e partecipata. Si è così cercato di dare vita ad un modello di welfare di comunità innovativo e stimolante che ha il suo punto di forza nella facilità d’accesso intesa come possibilità di avere a disposizione un’offerta integrata di servizi sia per il sostegno alla persona e alla famiglia, sia di cura, in un luogo a cui ci si rivolge per bisogni anche differenti (sociali, sanitari, pedagogico-educativi).

Offre quindi l’opportunità di fruire di prestazioni pedagogiche, psico-socio-sanitarie, di medicina specialistica a tariffe calmierate, fattore determinante per accogliere le necessità di famiglie in condizioni reddituali medie o medio-basse.

Non ultimo il BES, ovvero un metodo in grado di calcolare il livello di benessere dei singoli e della comunità, in una società dove il Pil ormai non è ritenuto esaustivo a più voci e si pone  l’esigenza di una sostituzione valida in un quadro di riferimento ampio e condiviso. Ecco allora inserire nel paniere ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza personale, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni, come ambiti adatti a valutare quanto prospera e vive più o meno felicemente la società italiana.

Dal coro è emersa anche il disagio di Napoli che deve far fronte alla scarsità delle risorse pubbliche esistenti in un contesto generale comunque particolarmente difficile.

Scritto da Redazione
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