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Fumo: 10 anni di legge Sirchia, -15 mln kg di sigarette vendute

Dieci candeline sulla torta per la legge Sirchia. Il provvedimento che prevede il divieto di fumo in bar, ristoranti, uffici e tutti gli altri luoghi aperti al pubblico è infatti stato approvato il 16 gennaio 2003, anche se poi ci sono voluti altri due anni prima della definitiva entrata in vigore, per dare il tempo aglisigarette esercenti di adeguarsi. Una legge rivoluzionaria, varata fra non poche polemiche, che alla lunga ha cambiato le abitudini degli italiani.

In meglio, a leggere i dati del rapporto 2012 dell’Istituto superiore di sanità sul fumo: in Italia dal 2003 al 2011 si è passati da circa 100 milioni di kg di sigarette vendute a poco più di 85. E ancora: il numero dei fumatori è passato dal 27,6% del 2003 al 20,8% del 2012. Anche se un ruolo non certo indifferente in questo netto calo è stato ricoperto anche dai continui aumenti di prezzo delle "bionde".

Quasi 7 punti percentuali in meno.
“Bisogna ricordare – spiega Roberta Pacifici, dell’Osservatorio droga fumo e alcol dell’Iss – che la legge nasce non per far smettere di fumare, ma per proteggere i cittadini dai danni del fumo passivo. E’ chiaro però – sottolinea l’esperta – che ha rappresentato un incentivo a smettere per molti. Un’ulteriore motivazione, una spinta in più”. Secondo l’esperta, la legge ha avuto anche un grande valore educativo. “Oggi – spiega Pacifici – fumare in un ristorante o al cinema e’ impensabile. Inoltre, a differenza di altri provvedimenti, questa sul fumo e’ stata una legge applicata senza scorciatoie. Anche perche’ sono gli stessi cittadini a controllare che venga rispettata”.

Secondo l’indagine Doxa-Iss, a fumare oggi in Italia sarebbero 10, 8 milioni, il 20,8%. Di questi, 6,1 milioni sono uomini e 4,7 milioni donne. Malgrado i buoni risultati, c’è però un dato che fa riflettere.

Secondo l’ultimo rapporto Istat, in Italia sono i giovani e le signore di mezza età i più incalliti. La quota di chi non riesce a rinunciare a sigari e sigarette e’ infatti nettamente piu’ elevata fra i giovani 25-34enni (35,9%) e fra le signore di 45-54 anni, il 23,4%.

Secondo l’Istat, i non fumatori rappresentano la maggioranza della popolazione di 14 anni e più, il 54,2%, con evidenti differenze di genere: il 41,2% degli uomini e il 66,3% delle donne. In un anno, la quota di popolazione adulta che ha detto addio al tabacco è aumentata di un punto e mezzo percentuale.

Scritto da Redazione
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