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La Memoria che non deve mai passare

Molti anni prima che fosse istituita come Giornata Internazionale dedicata alla meditazione e al ricordo di quanti, e furono milioni, restarono uccisi scientificamente o brutalmente a causa di una delle grandi follie collettive del '900, avevo imparato che il 27 gennaio del 1945, entrando nel campo di Auschwitz, le truppe sovietiche scoprirono nella bruma ghiacciata e livida dell'alba, un inferno ormai silenzioso popolato di cadaveri rinsecchiti, moribondi senza più voce, viventi abbruttiti dagli stenti: poche anime vaganti ricoperte di stracci a strisce.

Ancora oggi, nonostante i filmati visti e rivisti, quel momento epocale, quell'arrivo dei soldati russi su grandi cavalli descritto da Primo Levi in La tregua, è ancora il più potente, evocativo, coinvolgente e sconvolgente che riesca a descrivere la scoperta dell'Orrore assoluto e senza nome. Non lo compresi subito (avevo 17 anni) ma intuii soltanto che la Memoria poteva essere l'unica liturgia accettabile, condivisa, praticabile per esorcizzare il Male, ogni genere di male che travolga l'essenza stessa dell'Umano, pur se commesso da esseri umani.

Nel suo libro più celebre, Se questo è un uomo, lo stesso Primo Levi in un certo senso ci dà un ordine quando nella poesia che fa da introduzione al racconto ci intima. "meditate che questo è stato" per poi scagliare delle vere maledizioni bibliche su chi dovesse per mala ventura dimenticare o , peggio, negare.

All'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940, con le leggi razziali già in vigore, la "questione ebraica" divenne tragica sequenza di eventi anche in Puglia. Furono istituiti dal 1940 al 1943 ben tre campi di raccolta e smistamento dove soggiornarono diverse decine di ebrei, italiani o stranieri, che avevano cercato al sud e in Puglia una via di fuga dallo sterminio. L'unico che sia ancora visibile, sia pure in condizioni di assoluto abbandono, è quello di Manfredonia, presso il Macello Comunale, sulla strada per Siponto.

Gli altri due erano stati allestiti ad Alberobello e a Gioia del Colle, ma di essi non vi sono che pochissime e illeggibili tracce. In questo caso potremmo parlare di Memoria tradita, visto lo scarso interesse che suscita presso le locali amministrazioni, un mimino di attenzione nei confronti di questi cimeli. In questi luoghi, infatti, gli Ebrei furono raccolti per poi essere avviati allo sterminio. 

Fra le tante iniziative dedicate a questo Giorno del tutto speciale, vorremmo vederne qualcuna concretamente dedicata a ristabilire anche in Puglia il filo rosso e tenace di una Memoria che ricorda per non dimenticare mai quanto feroce e sanguinaria può essere la specie umana.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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