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Politica Regionale

Fuga da Ncd. Cassano distrugge il partito di Alfano

Hanno destato grande sconcerto le notizie pubblicate dal nostro giornale on line in ordine alle intenzioni di Massimo Cassano di portare Ncd a sinistra con Michele Emiliano alle prossime regionali. [QUI L'ARTICOLO].

Indiscrezioni avvalorate dall'addio, nella giornata di ieri, del consigliere comunale di Bari Vito Lacoppola, il più suffragato di Ncd al Comune, e dei suoi amici, che hanno deciso di aderire al partito di Realtà Italia e passare a sostenere la giunta di Antonio Decaro.

In molti a breve diranno addio a Ncd.

Ma il fenomeno è più ampio di un consigliere comunale che passa dall'altro lato della staccionata. Tutti gli ex An, dopo la mancata elezione di Peppe Scopelliti e Roberta Angelilli al Parlamento europeo, stanno lasciando Angelino Alfano. Non c'è più nessun ex An, se non Ciccio D'Emilio, Vice Sindaco di Foggia, in un partito che di destra non ha più nulla.

Dal Comune di Bari allla Regione Puglia le cose non cambiano. Anzi peggiorano.

Anche Maurizio Friolo, ex An, che aveva aderiro a Ncd e alle europee aveva fatto votare Scopelliti è passato a Forza Italia.

Con Ncd a sinistra incapace di superare sbarramento del 4% alla regione sono certi di non essere rieletti Giannicola De Leonardis a Foggia, Domi Lanzillotta e Camporeale a Bari.

Il disagio è grande. In molti chiedono la testa di Cassano da coordinatore regionale, ricordando che Ncd era nata contro i doppi incarichi e Cassano ricopre inopinatamente il ruolo di sottosegretario di stato e quello di coordinatore regionale del partito.

Pensare che Cassano si vantava del 6% alle europee in Puglia senza capire che Ncd era diventata una Udc più grande, cedendo voti e seggi a Lorenzo Cesa.

Senza l'Udc e la Calabria con i consensi di Scopelliti Ncd mai avrebbe superato il 4% alle europee.

Ora, con lo spostamento a sinistra, Ncd sembra un Nuovo Centro Democratico di Bruno Tabacci e Pino Pisicchio, formazione ormai scomparsa che alle politiche prese lo 0,5%.

A destra cresce il vuoto. Il centrodestra sembra essere condannato a una sconfitta.

Ogni volta che ha perso il Comune di Bari l'anno seguente ha perso la Regione. Una regola che sembra essere destinata ad essere confermata.

 

Vendola ama talmente i poveri che ne vuole aumentare il numero

“L’ottusità di Vendola e del Pd sul fronte delle tasse ci ricorda una frase celebre del grande Indro Montanelli: “la sinistra ama tanto i poveri che quando è al potere li aumenta di numero”. Lo dichiara il Capogruppo del Pdl-Fi in Consiglio regionale, Ignazio Zullo.

“Tra riunioni, vertici ed assemblee – prosegue - questo centrosinistra non è riuscito a partorire sia pure una piccola intenzione di ridurre le tasse ai cittadini pugliesi. Anche la manovra di assestamento di bilancio che ci si appresta a predisporre non sarà occasione per rivedere il sistema di pressione fiscale regionale. Questa Giunta, ci sembra ormai evidente, di tasse non ne vuole sentir proprio parlare, se non quando si tratta di aumentarle mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti. Infatti, oggi sfiorano i due miliardi di euro, senza offrire servizi dignitosi in cambio”.

“È da tempo che cerchiamo di spiegare al governo regionale che ridurre le tasse è un intervento necessario se si vuole dare un input concreto alla ripresa, ai consumi e al lavoro. Purtroppo, nessuno vuole ascoltarci, i pugliesi sono sempre più poveri e la loro qualità della vita continua a peggiorare. A questo punto – conclude Zullo - dobbiamo constatare che in Puglia la teoria di Montanelli sia stata pienamente dimostrata”.

Poletti incontra i giovani pugliesi a Lecce

Lunedì 7 luglio 2014, alle Officine Cantelmo (Viale Michele De Pietro 12) di Lecce, dalle ore 9.30, tanti, tantissimi under 40, studenti, lavoratori, professionisti, giovani imprenditori, volontari, formuleranno domande, faranno istanze al Ministro Poletti, per dirgli “Così stanno le cose” in Puglia, come recita il titolo dell’evento.

L’incontro è organizzato da Generazioni Legacoop Puglia (coordinamento dei giovani cooperatori under 40 di Legacoop Puglia), insieme alle associazioni “Terra del Fuoco”, “Obiettivo Studenti”, “Il formicaio” e la cooperativa Officine Cantelmo, importante incubatore d'impresa della città di Lecce, candidata a capitale europea della Cultura 2019.

Un incontro aperto a tutti, dove i protagonisti saranno i ragazzi e le ragazze, con le loro difficoltà, per esempio, ad entrare nel mondo del lavoro, con un modello di flessibilità d’impiego che spesso diventa drammatica precarietà,  senza contare le tantissime giovani imprese che, a dispetto, della congiuntura economica, provano ad accogliere la sfida del cambiamento e creare nuove opportunità. 

Sul sito web www.generazionipuglia.it con l’hashtag #seituilministro gli organizzatori dell’evento stanno raccogliendo le domande da rivolgere al Ministro: “Cosa chiederesti al ministro del Lavoro se avessi la possibilità di andare a pranzo con lui? Il 7 Luglio abbiamo invitato a Lecce il Ministro del Lavoro per raccontargli come stanno le cose. Quali sono le questioni che gli sottoporresti?”.

Sarà, dunque, un incontro aperto e partecipato, al quale non è previsto alcun intervento di esponenti della politica. In rete, sui social network come facebook e twitter,  sta circolando l’hashtag #seituilministro. “Perché è a lui che noi, ragazze e ragazzi, ci rivolgiamo – spiega in una nota il coordinamento Generazioni Legacoop Puglia -. Vogliamo provare a stimolare le numerosissime istanze del nostro territorio, offrire una sorta di assist perché emergano le difficoltà come anche le risorse e le proposte. Alle quali, siamo certi, il ministro Poletti saprà darci una risposta”.

Schittulli, presente anche ad Andria lancia la sfida alla Regione

 

Inizia ufficialmente oggi, primo luglio, con la presentazione del segretario e del direttivo cittadini il percorso del Movimento Politico Schittulli ad Andria. A suonare la carica per un cambiamento possibile alla Regione Puglia è stato il leader del Movimento, il professor Francesco Schittulli, che ha colto l’occasione per ribadire i principi fondamentali e solidaristici del soggetto politico che porta il suo nome e che in poco meno di cinque anni è stato in grado di rafforzarsi su tutto il territorio regionale, ma anche per illustrare la sua visione di una Regione che ha potenzialità enormi da sfruttare per uno sviluppo economico e sociale che sia davvero volano di nuovi orizzonti anche occupazionali per i giovani pugliesi. 

Ad assumere il ruolo di segretario cittadino è Angelo Frisardi, con, nel direttivo, Gianluca Sanguedolce, segretario amministrativo, Nicola Lotito, Riccardo Favullo, Annalisa Sirabella, Antonio Fusiello, Cosimo Messinese, Francesco Di Schiena, Marco Di Vincenzo, Annarita Sgarra, Mario Sinisi, Riccardo Dell'Olio.

Giovani professionisti e rappresentanti di alcune categorie produttive, affiancati da amici con consolidate esperienze politiche ed amministrative, che si sono dichiarati pronti a sostenere e lanciare l'attività politico-amministrativa del Movimento ad Andria, in una condivisa e rinnovata affermazione dei principi e dei valori che da sempre hanno caratterizzato il centrodestra ed il popolo dei moderati Andriesi. Consapevoli che solo il contributo di idee ed esperienze dei diversi rappresentanti che operano nel mondo della Cultura, del Sociale, del Lavoro e della Produzione, così come dell'Associativismo, dello Sport e del Volontariato sarà possibile dare corpo alla volontà di riscatto degli Andriesi.

Oltre le divisioni, bagno di folla per Fitto a Bari

Raffaele Fitto ieri sera, nella sala conferenze del Porto di Bari, scalda il suo fortino pugliese all’insegna (dell’apparente) pacificazione del partito.

Cortesia istituzionale e galateo politico, lascito della più ortodossa cultura democristiana, non mancano al delfino pugliese che dalle sue oltre 284mila preferenze scalpita per imporre una nuova linea a Forza Italia.

Intanto, la kermesse si apre (oltre l’Inno di Mameli e un pensiero ai Marò) con un fragoroso applauso per il Presidente Silvio Berlusconi, subito accolto dai presenti, segno tangibile di una leadership che è e resterà tale.

Dopodiché, i nodi al pettine da sciogliere sono molti. Fitto assicura che non vi saranno spaccature e divisioni, che il suo successo personale verrà usato per continuare pancia a terra il lavoro di auditing della base, che il metodo delle primarie sia a livello regionale che nazionale, dev’essere la conditio sine qua non per la scelta della classe dirigente. “Chi è in compagnia delle sue idee, è sempre in ottima compagnia”, smarcandosi da chi gli ricordava d’essere stato isolato dai vertici.

Il fair play, l’ha dimostrato in un paio di occasioni, ove (Napoli e Milano), l’inner cicle del Cavaliere ha sovrapposto alle sue convention altri interventi degli azzurri in altre sedi. La velenosa ed ingenerosa strategia, viene accolta con un sereno passo indietro.

Lo spettacolo che sta offrendo il movimento è elegiaco e protervo nei confronti di chi, oltre ad avere vinto una personale sfida, ha dimostrato che il consenso viene dalla base, dal lavoro e dal legame col territorio, da cui una buona politica che vuol essere rilegittimata non può prescindere.

Tuttavia, le soluzioni sono due. O Raffaele china il capo e rientra nelle righe, o lo metteranno in condizione di uscire da Forza Italia. A differenza del PD, dove Renzi tra mille difficoltà è riuscito a scalare la vetta, in F.I. non è possibile. Non ne sono previsti gli strumenti, non c’è mai stato modo di organizzarsi in collisione con l’azionista di riferimento, come fosse una impresa a gestione famigliare. Ciò che negli anni è stato il grande vantaggio di velocità e compattezza, oggi diviene il più grande limite di un organigramma che non riesce a rinnovarsi.

Alle volte, un passo indietro di alcuni uomini, costituisce un grande passo avanti per le idee.

 di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
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