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Pdl bye bye, per i socialdemocratici Fitto è un "leaderino"

“I socialdemocratici pugliesi, riuniti alla presenza del Presidente Nazionale, Mimmo Magistro, ritengono conclusa l’alleanza in Puglia con il PdL e lasciano liberi i propri elettori di votare scegliendo liste e uomini che meglio possano rappresentare il proprio territorio. La ufficializzazione della decisione, già assunta 2 settimane fa dal direttivo regionale all’unanimità e prontamente notificata agli interessati, "era stata tenuta riservata per - si legge in un comunicato stampa - rispetto di Raffaele Fitto, impegnato in vicende giudiziarie su cui – i socialdemocratici non hanno dubbi -riuscirà ad essere assolto in appello".

Per “i socialdemocratici” il  PdL pugliese – ed il suo riconosciuto leader - hanno rinunciato a rappresentare, anche visivamente, nelle liste alla Camera ed al Senato la realtà del territorio, che pure aveva portato a qualche lusinghiero successo, ad esempio, alla Provincia di Bari. Di quelle forze politiche che diedero vita alla coalizione a favore di Francesco Schittulli, sono stati cancellati dalla cecità di un Fitto “leaderino” ed incapace di un salto di qualità, quasi il 50% dei voti, cui va aggiunta la “pulizia etnica”  che ha cancellato quasi completamente la componente  che faceva capo ad Alfredo Mantovano (messo in condizione di tornare a fare il Magistrato) e Gaetano Quagliariello, esiliato in Abruzzo che, insieme, rappresentavano all’opposizione il 30% del Partito.

La “Puglia prima di tutto”, la lista Schittulli, socialdemocratici, liberali e repubblicani (oltre il 20% di voti alle provinciali di Bari) sono stati emarginati perché alla aggregazione politica, al confronto ed alla lealtà, Fitto ha preferito il cerchio magico degli amici,  lasciando fuori chi, come Cassano e Marmo – migliori performance alle regionali-  non hanno mai portato il proprio cervello all’ammasso.

"La mancanza delle primarie - sottolinea la nota - di un confronto interno agli organi del territorio (lFrancesco Amoruso – segretario regionale- ha contato nella trattativa come il due di bastoni) hanno prodotto una lista dove, accanto ad alcune eccellenze, ci sono esodati della politica richiamati in servizio, mancano le donne (quella presente è solo espressione “amicale” del Cavaliere) ed i giovani, universitari e non".

Gli impegni, peraltro, assunti 4 anni fa, all’atto delle consultazioni amministrative al Comune ed alla Provincia di Bari,  per una gestione comune dell’Ente, sono stati disattesi. La pigrizia e l’incapacità del gruppo dirigente del PdL, che non è riuscito dopo due anni neanche ad esprimere un assessore, sono la prova di un decadimento che solo un uomo della società civile accorto come Schittulli ha evitato dal disastro totale.

"La nota pubblicata stamani dalla stampa di un incontro svoltosi in un albergo barese tra Fitto, Amoruso, Silvestris ed il consigliere Giovanni Alfarano nel corso del quale, pur di sollecitare lo  scemato impegno elettorale  di quest’ultimo, lo stesso sarebbe stato officiato quale candidato sindaco a Barletta, è la dimostrazione dell’inciviltà dei rapporti che il Pdl intende avere con i partner.

Alleati che, come ben sanno Fitto, Amoruso e Silvestris, avevano già individuato in Damiani il candidato ideale, non hanno alcuna fiducia e stima di Alfarano e che, quindi, non potrà contare certamente sul sostegno storicamente forte e determinante dei socialdemocratici barlettani. E non solo!”

Scritto da Redazione
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Martedì, 07 Gennaio 2014
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