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Massimo Cassano e le pie vergini del PD

Nel Pd si sono fatti fare tutto: dalle primarie in ecopelle (suona meglio di finte) alle candidature "prestigiose" piovute dall'alto (come in ogni altro partito del resto, ma la "base" del PD ha fatto finta di credere alla propria diversità e originalità); si sono rivisti in lista i marpioni migliori, gli ex dc di ferro, gli imprenditori (e imprenditrici) buttati via dalle loro imprese e "prestati" a tempo indeterminato alla politica.

E dunque, dopo questa ridda di cose sconce, vecchie e risapute, dopo questa serie compulsiva e ossessiva di vecchie tattiche e vecchissime strategie, forse sentendosi sul collo il fiato mefitico dei berluscones in ordine sparso in rimonta frenetica, ecco che la pensata geniale (gli va dato atto) di Michele Emiliano che cerca di portarsi dalla sua parte gli umiliati e offesi del PDL (in questo caso specifico Massimo Cassano) viene salutata dalla geremiade e dalle lamentazioni (siamo in quaresima...) delle pie vergini piddine.

Sui social e in parte sui giornali è tutto un levar di scudi contro l'arrivo di Massimo Cassano (che ha smentito ma nessuno ovviamente ci crede perchè quell'incontro con d'Alema c'è stato e come e infatti Cassano non lo smentisce), come se, nello stesso istante, non ci fosse, candidato in SEL (il "partito" di Nichi Vendola) un UDC folgorato sulla via di Terlizzi, un certo Dario Stefano e non ci pare che nessuno, fra i mujahiddin della lotta dura e pura, abbia mai storto il naso o gridato all'inciucio.

Massimo Cassano, come del resto Raffaele Fitto, è un democristiano. E si sa, semel democristianus semper democristianus: il suo approdo al centrosinistra (perchè alla fine vedrete che non sarà il PD ma una formazione di area e alleata) ha soprattutto lo scopo di sostenere Michele Emiliano nella sua corsa a governatore. Emiliano sa benissimo che il PD cercherà di farlo fuori, preferendogli la qualunque (da Nicola Latorre a Gianfranco Viesti) come presidente della Puglia. E giustamente Michelone si sta parando gli stinchi.

Massimo Cassano è stato offeso e vilipeso dal PDL di Raffaele Fitto, ha ventimila voti che dopo le politiche cercheranno e troveranno nuova collocazione. Nel 2010 Michele Emiliano ha fatto digerire alla "sinistra" pugliese (e a Nichi Vendola) persino la candidatura di Nicola Canonico (altro serbatoio niente male di preferenze). 

Non ci risulta che la presenza di Canonico, che poi è uscito dal PD, abbia provocato la rivolta armata nella "base" del partito. Una "base" che evidentemente la "altezza" tiene in scarsissima considerazione.

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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