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Pdl: un novello Di Gregorio in salsa pugliese s’affaccia nel rimpasto-minestrone

E se lo dicono quelli del Pdl ci sarà da credergli? Loro di campagna acquisti, in fondo, sono esperti.
"Un novello Di Gregorio in salsa pugliese s’affaccia nel rimpasto della giunta Vendola? Di certo è che il neo assessore al Bilancio deve essersi fatto bene i conti prima di cambiare casacca in modo così radicale, tanto radicale da divenire sospetto".
E' durissimo il commento di Luigi D'Ambrosio Lettieri sul rimpasto di giunta di questa mattina in Regione Puglia, e soprattutto sull'ingresso in assessorato al bilancio di Leonardo Di Gioia, eletto nelle fila del Pdl, e passato in Scelta Civica con Monti prima delle elezioni.
"Chissà se al pari di Napoli - sottolinea il Coordinatore Pdl Grande città di Bari - è stato aperto o si aprirà un fascicolo su questo caso così anomalo. Persino Depretis impallidirebbe di fronte al trasformismo che vede folgorato sulla via di Damasco un consigliere regionale eletto col PdL che proprio con il centrodestra ha condiviso critiche aspre e motivate alle politiche sfasciste del governo regionale in cui ora entra col capo cinto d'ulivo".

 

"Ci auguriamo - conclude - che fatti bene i suoi conti, tanto da assumere la delega al Bilancio, il neo assessore sia altrettanto capace di fare bene quelli dei pugliesi. Il fatto è che i presupposti non depongono proprio a suo favore. Tutt’altro. Come nulla depone a favore di questa giunta. La sceneggiata di Decaro che si riserva di chiedere al partito cosa sia meglio fare (se accettare il posto in giunta, lasciando a Fritz Massa lo scranno parlamentare o trasferirsi a Roma, cosa che nei fatti aveva già deciso di fare, accreditandosi alla Camera), la dice lunga sulla natura di questo rimpasto, tra accordi e inciuci sulla testa dei pugliesi. Vendola ha onorato i saldi di fine stagione politica alla grande inaugurando una giunta minestrone, che di fatto sancisce passaggi quantomeno sospetti e figli, ancora una volta, degli interessi di parte e di partito, anziché di quelli della Puglia e dei pugliesi".

"Al di là dei voltagabbana, la cui coerenza sarà giudicata dagli elettori - sottolinea - è il dato politico, povero di contenuti, ma ricco di contraddizioni plateali a preoccuparci di più: che ne sarà della Puglia già stremata da politiche inefficienti, clientele, sprechi, opacità, inchieste, tasse e conflitti interni fino al 2015 con questi presupposti? E vogliamo parlare della povera sanità, ora passata di mano per la terza volta in tre anni? "Questo rimpasto consegna la Puglia alla ingovernabilità e ad una ulteriore paralisi".

 

Scritto da Redazione
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