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Vendola dica ai pugliesi cosa vuol far da grande

Con le recenti elezioni politiche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha messo in cassaforte altri anni di premiership politica sul piano nazionale. Capo di una regione e onorevole di un transatlantico ora in deriva, Vendola mantiene salda a se le due nomine istituzionali senza dire quale rescindere.

O meglio, ha detto che vorrà condurre per i prossimi due anni la Regione Puglia, ma nel frattempo non si sottrae alle attività parlamentari. Tuttavia vara la nuova giunta regionale strizzando l’occhio sinistro al PD e annuendo quello destro a alla sua personalistica figura.

Un giochetto che ha fatto irrigidire il PD per le nuove scelte assessorili del suo esecutivo, specie se tra questa vi è anche un montiano. La dice lunga questa scelta che, per chi vorrebbe una politica più trasparente e altruista verso una Capitanata bistrattata dalle solite lobby oltre Ofanto, è molto sporca sul piano etico e doppiogiochista sul piano politico, oltre che speculativa sul piano economico di una regione giunta agli stenti. «Penso di aver fatto, nel modo forse meno felice per come si è sviluppata questa vicenda, il miglior governo possibile, nelle condizioni date in questa regione, per rispondere ai problemi di questa terra. Soprattutto spero che questo sia davvero il miglior governo, nelle cose che sarà in grado di fare».

Con questa affermazione, francamente molto articolata, Vendola annuncia l’insediamento della nuova giunta regionale che doveva essere composta da dieci assessori e invece è di appena dodici. Una giunta, come afferma Vendola, snellita di due cariche assessorili in virtù del tanto annunciato risparmio sui costi della politica, ma che è ipocritamente il volano per una nuova campagna elettorale che Vendola ha messo in atto speculando sulla “bontà credulona” di un PD sempre più devastato dalle sue correnti tumultuose e non costruttive.

In realtà i “delfini vendoliani” dovevano essere dieci a fronte dei quattordici, come promesso l’indomani dalla sua decisione del rimpasto. La Capitanata con le nuove scelte assessorili pare che debba essere rappresentata meglio; oggettivamente, oltre che essere la carta copiativa delle precedenti nomine, è la brutta copia di sentori che il capetto di SEL vorrebbe metter a tacere allargando al centro ciò che il giorno prima criticava. Mah...

Vendola faccia sapere, e soprattutto lo dica ai pugliesi, cosa vuol far da grande, se il capo della regione o il parlamentare free-time? Meglio

«Chiedo scusa se ho ferito qualcuno» ha poi affermato Vendola rivolgendosi al suo fedelissimo piddino Amati messo in disparte, preferendo delegare l’ammaestrata e poi foraggiata Gentile che in cambio gli ha sempre portato voti seppur fuori casa propria (e a spese di un PD che cecamente la continua a sostenere,  forse perché porta voti e non valori e fatti?).

E dire che Vendola doveva diminuire i costi della politica garantendo al PD la scelta etica con una giunta di dieci apostoli, mentre ora ne ha dodici; due stipendi in più, due costi in più per la cosa pubblica, soldi in più che il cittadino deve sostenere con le già elevate tasse di una regione che non da servizi, bensì problemi. E speriamo che in quelle deleghe che Vendola ha conferito, da dieci a dodici tanto per non dimenticare, non si celi il Giuda che potrebbe defenestralo, perlomeno per non far rimanere in mutande una Puglia e maggiormente una Capitanata senza riferimenti seppur vaghi.

di Nico Baratta

direttore www.newsgargano.com

Scritto da Redazione
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