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Vendola: la crisi morde i sogni e uccide la poesia

 

Bari - "Una Giunta da combattimento", ribadisce il presidente Vendola nel corso delle dichiarazioni programmatiche in aula consiliare. Una battaglia dura aspetta il governo regionale, perché il 2013 sarà l’anno del corto circuito, "miracoli non se ne possono fare".

"Siamo stetti in una morsa infernale – dice Vendola – non possiamo dare lavoro e non possiamo aprire cantieri". La stretta infernale cui fa riferimento il presidente è il rispetto del patto di stabilità. "Abbiamo le casseforti piene – ha spiegato – ma non possiamo spendere soldi per via del rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Perdiamo e restituiamo risorse importanti a Bruxelles per non sforare il tetto di spesa".

Il presidente ha presentato la "pattuglia" con i vecchi ed i nuovi componenti. Ha sottolineato le ragioni dell’accorpamento della sanità ai servizi sociali ed ha stigmatizzato il significato dei blitz dell’assessore Gentile negli ospedali: "la sanità deve recuperare anche la sua missione sociale e la Regione deve tenere alto il livello di vigilanza". Non è possibile - secondo il governatore pugliese -che negli ospedali vi siano apparecchiature di alta tecnologia ancora impacchettate".

Fabrizio Nardoni, nuovo assessore all’agricoltura, presentato da Vendola come un apprezzato imprenditore tarantino "generoso ed illuminato". Leo Caroli assessore al lavoro, già componente della task force per il lavoro e quindi esperto della materia. Giovanni Giannini assessore ai lavori pubblici ed ai trasporti, che mette in campo la sua esperienza decennale di amministratore locale.

E poi il neo acquisito, Leonardo Di Gioia. Consigliere regionale per il quale Vendola ha espresso parole di elogio per il suo lavoro "onesto e prezioso" svolto anche dai banchi dell’opposizione. Il governatore ha rivolto un appello ai parlamentari neo eletti che siedono ancora sui banchi del Consiglio regionale: "Dobbiamo risolvere la questione della cassa integrazione in deroga".

Questa opzione sul lavoro che il governo ha delegato alle Regioni come un "cerino acceso", togliendo però di fatto le risorse con le quali poter attivare l’ammortizzatore sociale. "Bisogna pretendere che questa competenza ritorni nelle mani del governo, visto che ci sono state tolte le risorse" – è l’appello ai colleghi in Parlamento. Vendola si è soffermato molto sul tema della crisi che sta "impoverendo il ceto medio e ha tolto completamente la speranza per il futuro ad una intera generazione".

"Viviamo in un paese smarrito – ha detto il presidente – questa crisi rischia di trasformarsi in caos e in questo momento non avere un sovrano, un governo, ci fa diventare un ‘Paese senza’ (citanto Alberto Arbasino) che rischia di essere travolto dalla burrasca sociale o dal nichilismo politico".

Poi una passaggio su Grillo e sulla sua capacità mediatica di intercettare i voti del malcontento. "Quello che è accaduto in Parlamento è stata una rivoluzione, la sepoltura della seconda Repubblica, ma anche il momento in cui si registra il punto più alto della paralisi". Il centrosinistra secondo Vendola si deve interrogare su questa sconfitta elettorale. "E i Pd – continua Vendola – che è il primo partito della coalizione, mio alleato, deve riprendere ad intercettare il bisogno di cambiamento che viene dalla gente".

Noi in Puglia abbiamo compreso prima di altri che era necessario dare un segnale di sobrietà – ha concluso il presidente Vendola - facendo scelte precise nella riduzione della spesa pubblica, della riduzione degli emolumenti". Il motto di questo governo che parte dall’aula del Consiglio regionale sarà: ascolto a 360° e confronto sul merito delle questioni. Parola di Vendola. Sembra che, almeno per il momento, non ci sia davvero più posto per la Poesia.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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