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Tares, gli appelli per il rinvio

La tassa comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) sta per entrare in vigore con tutte le sue contraddizioni e rischia di diventare un peso insostenibile per milioni di contribuenti già provati dagli effetti recessivi di interventi introdotti per far fronte alla crisi contingente, ma che di fatto hanno paralizzato e impoverito famiglie e imprese.

Il Consiglio regionale, su iniziativa del presidente del Consiglio Onofrio Introna, nella sua seduta pomeridiana di oggi ha votato all'unanimità un ordine del giorno con il quale si impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a chiedere al Consiglio dei ministri e al Parlamento nazionale il rinvio al 2014 della TARES, che inciderà pesantemente sulle famiglie e sulle aziende italiane e chiedere di stabilire i termini degli stanziamenti ai Comuni per la definizione dei bilanci di previsione per l’anno in corso”.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Pdl che, con primo firmatario Luigi D'Ambrosio Lettieri e con le firme di altri 11 senatori (Amoruso, Caliendo, Perrone, Bruno, Tarquinio, Cassano, Iurlaro, Mandelli, Galimberti, Liuzzi e Bruni) hanno presentato una mozione urgente che impegna il Governo su tre opzioni: abrogazione della Tares, slittamento al 2014, o ridefinizione delle scadenze temporali relative alle rate di pagamento. In particolare i tre punti su cui insistono i senatori del Pdl sono:

  1. promuovere l'adozione, con la massima urgenza, di apposite misure finalizzate ad abrogare l'art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, consentendo a ciascun Comune di applicare il previgente sistema di tassazione dei rifiuti urbani, riservando a successivi provvedimenti una possibile sostanziale revisione della disciplina del tributo in questione, finalizzata anche al contenimento della pressione fiscale a carico dei cittadini;
  2. prevedere, in caso di mancata abrogazione delle norme, un differimento al 1° gennaio 2014 per l'entrata in vigore delle disposizioni relative alla Tares, di cui all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011;
  3. o, infine, in caso di mancato differimento della data di entrata in vigore della Tares, prevedere l'adozione di specifiche misure volte a definire la scadenza temporale delle tre rate di versamento del tributo, evitando che, alla data del 1° luglio 2013, i contribuenti debbano provvedere al versamento contestuale di due rate della Tares.

“La disciplina relativa alla Tares, a seguito delle modifiche introdotte con la legge di stabilità per il 2013 e con il decreto-legge n. 1 del 2013, evidenzia alcune contraddizioni che richiedono un'attenta ed approfondita valutazione e l'adozione di urgenti interventi correttivi”, si afferma nella mozione, “In relazione alle scadenze collegate ai versamenti della Tares per l'anno 2013, emerge in tutta evidenza la necessità di definire, con maggiore certezza, l'articolazione e la scadenza delle rate, che, nell'attuale formulazione, rischiano di essere accorpate in due sole scadenze, con conseguente ulteriore aggravio per i contribuenti”.

Non solo. “Lo slittamento della prima rata del versamento della Tares al 1° luglio 2013”, sottolineano i senatori del PdL, “ non è coerente con l'impianto normativo della Tares, che impone la copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento. In assenza di adeguati correttivi non è verosimile che i pagamenti dovuti ai gestori del servizio di igiene urbana possano procedere con normale cadenza, in assenza dei flussi finanziari derivanti dalle prime due rate del tributo, tradizionalmente incassate nel corso del primo semestre dell'anno”.

In buona sostanza, Pdl, Pd e Sel sono daccordo nel rinviare di un anno l'entrata in vigore di questa tassa. Ecco una delle proposte condivise da cui potrebbero trarre spunto i "saggi". Che ci vuole? Basta un voto comune in Parlamento, no?

Scritto da Roberto Mastrangelo
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