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Pd, in Salento è caos tra rinvii e saggi

 

Nel Pd salentino i "grandi saggi" non funzionano. Se il pool inventato da Napolitano almeno è riuscito ad individuare una base per le possibili intese del prossimo governo, sembra proprio che a Lecce e provincia le cose non vadano nella stessa direzione. E far parlare le diverse anime del Pd sembra proprio impossibile. 

Avrebbe dovuto svolgersi ieri pomeriggio l'assemblea provinciale, ma i tre saggi, Cosimo Durante (nella foto), Alberto Maritati e Sergio Blasi, non vedono spiragli, ed il rinvio, con conseguente strascico di polemiche, è inevitabile.

Per Durante appariva chiaro che dopo il rifiuto del consigliere regionale Antonio Maniglio, a cui i tre si erano rivolti per prendere la direzione provinciale del partito, fosse necessario altro tempo, ma la cosa non è andata già a tanti, soprattutto a quelli che vedono nella figura di Cosimo Durante l'unica risposta possibile.

Ma le alternative non mancano. Ci sono quelli che invocano un congresso, altri che chiedono un commissariamento a livello regionale, ma Blasi nicchia, e decide di non decidere.

Intanto interviene nel dibattito anche Fabrizio Cananiello, già responsabile enti locali della Segreteria Provinciale del Pd, che non lesina parole pesanti al suo stesso partito.

"Gli ultimi eventi che hanno coinvolto il Partito Democratico del Salento, mi costringono, con una certa ritrosia e mio malgrado, ad esprimere pubblicamente alcune personali valutazioni di natura politica..

Devo constatare che, ad oltre tre settimane dal conferimento del mandato ai tre “saggi” da parte dell’Assemblea Provinciale, non si riusciti ancora ad individuare una via d’uscita condivisa da questa fase sfumata ed incerta per le sorti del partito stesso.

E’ doveroso, purtroppo, certificare l’avvenuto fallimento del percorso di partecipazione e coinvolgimento democratico, così come era stato pensato e deliberato dall’ultima Assemblea Provinciale".

"L’ostinata volontà  - sottolinea Cananiello - di ricercare tra pochi consultati, un solo nome (nome che, tra l’altro, non si è poi riusciti neppure ad individuare) e non, piuttosto, una rosa di nomi ampiamente condivisa, ha prodotto una pericolosa fase di stallo, che rischia di condurre il partito salentino verso un’esiziale navigazione a vista.

E’ evidente, pertanto, che il mandato dei tre saggi risulta essere, ormai, esaurito, come certificato, del resto, dalle motivazioni con le quali si è cercato di giustificare il rinvio dell’Assemblea, che si sarebbe dovuta riunire lunedì scorso".

"Occorre pertanto – insiste - che la parola venga, nuovamente e quanto prima, restituita all’unico organo assembleare deputato alla decisione, evitando confusioni di ruoli di sorta, che di certo non giovano alla credibilità del Partito Democratico e al prestigio della funzione che questo è chiamato a svolgere in seno alla società salentina ed italiana". 

Scritto da Roberto Mastrangelo
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