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Destra, sinistra e quel cuore che non batte più

Antonio Polito, classe 1956, una vita a sinistra, giornalista dell'Unità e poi di Repubblica e del defunto Riformista oggi ammette con misurata perplessità che "il mio cuore non batte più" come se, politicamente, fosse morto. Non è il solo. Nel frenetico tramestio del presente. 

Ormai, da giornalista e cultore della storia, la sua ricerca e dunque la sua vita sembra orientata non più alla militanza e alla partecipazione diretta al sublime esercizio della politica, lui che viene dal Partito per eccellenza, il Partito Comunista Italiano, ma all'indagare le ragioni per cui il nostro spesso infelice paese debba essere sempre dominato da un immenso centro ipertrofico che, di volta in volta, delegittima e svuota ogni possibile alternanza tra una Destra e una Sinistra democratiche e reciprocamente legittimate.

Dopo la DC, Silvio Berlusconi ha reinventato la tecnica degli opposti estremismi, riuscendo a spingere via dall'agone persino quel gran filone di Pierferdi Casini e il suo centro del centro democristiano di un tempo.

Berlusconi ha spinto via la destra italiana, l'ha uccisa assimilandola come fanno le amebe, ha costretto ad alcuni tremendi errori il povero Gianfranco Fini, incapace non solo di tenergli testa ma di emulare un poco di quella intelligenza politica che fu di Pinuccio Tatarella, che la destra italiana l'aveva reinventata.

E così, mentre il suo cuore comunista e migliorista è fermo come un orologio scarico, Polito scrive regalando alle destre italiane di oggi almeno la possibilità di interrogarsi, di analizzarsi e, forse, tentare ricucendosi, di riprendersi un posto nella storia.

E la sinistra? Non ci vuole un fine politologo per capire che anche la sinistra italiana, attualmente, giace in chissà quale altra dimensione spazio temporale e che il PD o peggio SEL sono delle strutture di puro potere semipersonale, delle accozzaglie, altrettanto impresentabili quanto quelle del PDL, di gente senza un vero mestiere, senza patria e senza ideali veri. Il cuore di Polito, quello del compagno Antonio Polito, non batte più. Milioni di cuori hanno smesso di pulsare, per lo stesso motivo. E un paese senza cuore, senza cuori, non può che essere la patria giusta per Berlusconi e le sue truppe di ventura.

 

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Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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