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Patto di stabilità, in Puglia rischia di saltare per colpa della Regione

Il Patto di Stabilità regionale incentivato per il 2013 rischia di saltare, secondo quanto emerge da una delibera della Giunta Regionale, in cui si evidenziano tutte le difficoltà nel merito. Un evidente rischio per tutti o quasi i Comuni della Puglia che rischiano di dover fare a meno di circa 80 milioni di euro. Una vera e propria boccata d'ossigeno che rischia, però, di strozzare tante piccole economie ed asfittici bilanci dei nostri enti locali.

Nonostante l'anno scorso Vendola aveva assicurato lo sforamento del Patto, a fronte del pagamento di una "penale" allo Stato. Ora le scelte dello scorso anno, in piena campagna elettorale, si confermano scriteriate ed azzardate, ed a farne le spese potrebbero essere tutti i Comuni, con tutto quel che ne consegue in termini di amministrazione.

La Giunta Regionale pugliese nella Delibera 7 maggio u.s., ha praticamente dichiarato, allo stato attuale, l’impossibilità di attivare il Patto di stabilita regionale verticale incentivato 2013. Nonostante l'ulteriore incremento delle risorse messe a disposizione dallo Stato col D.L. 35/2013, la Regione non dispone di margini sul proprio obiettivo eurocompatibile determinato secondo le novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2013, che ha peggiorato l’obiettivo di circa 600 mln di Euro.

"Permane - si legge nella relazione dell'Assessore al bilancio Di GIoia - anzi si accentua, la difficoltà per la Regione Puglia di dispiegare le politiche pubbliche pur in presenza dei necessari finanziamenti".

Va  sottolineato che alla stessa Regione Puglia sono stati attribuiti Euro 20.152.051 e Euro 60.456.152 rispettivamente destinati a province e comuni pugliesi per il PdS regionale incentivato 2013.

La mancata attivazione del PdS regionale verticale incentivato 2013 impedisce ai nostri territori e alle economie locali di ricevere risorse per 80.608.203 di Euro, oltre al 20% dello stesso importo a carico della Regione. E' evidente e quanto mai grave la situazione di svantaggio competitivo per la nostra economia locale nei confronti delle altre regioni italiane, a cui con un’azione condivisa e concertata dovrà essere posto rimedio.

"E’ incomprensibile - scrive l'Anci - ancora una volta, l’assenza di confronto politico istituzionale preventivo con il sistema delle autonomie locali su un argomento prioritario per i comuni e per i territori".  L’ANCI Puglia nei giorni scorsi, aveva chiesto al presidente Vendola e all’assessore Di Gioia, di verificare urgentemente tutte le soluzioni possibili per attivare la procedura della compensazione verticale incentivata anche per il 2013. Intanto l’Associazione ha richiesto comunque ai comuni interessati di far pervenire entro il 7 di giugno le istanze con le richieste di spazi finanziari.

ANCI Puglia chiede un nuovo incontro urgente al Presidente Vendola per definire l'attivazione del PdS regionale verticale incentivato 2013. "Bisogna dare maggiori certezze ai comuni pugliesi - dice l'Anci - in vista del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione e di conseguenza alle imprese creditrici degli stessi, per lavori effettuati o in corso di esecuzione. E’ fondamentale per il nostro sistema economico e per la salvaguardia dei posti di lavoro delle maestranze ivi impiegate".

Ricordiamo che i comuni pugliesi esposti ai vincoli del PdS interno sono quelli con popolazione superiore ai 1000 abitanti, quindi: 252 enti su 258 totali. Di questi, 29 sono presumibilmente in sanzione per il non corretto utilizzo degli spazi finanziari ottenuti nel 2012. Quindi sono 223 i comuni pugliesi interessati all’attivazione del PdS regionale verticale incentivato 2013.

Nel 2012 furono 121 comuni pugliesi (su 174 interessati)  che per effetto della compensazione finanziaria  regionale  incentivata migliorarono il proprio saldo economico e "liberarono la propria capacità di spesa per 71 milioni di Euro,  consentendo ai sindaci lo sblocco di pagamenti in conto capitale verso imprese creditrici. La richiesta di spazi finanziari  riveniente dai comuni ammontava a circa 225 milioni di Euro.

Nel 2011 invece, 96  comuni beneficiarono dei 30 milioni di Euro di spazi finanziari ceduti dalla Regione Puglia (20 milioni la quota a disposizione delle Province), oltre alle esigue risorse negoziate rivenienti dal PdS regionale orizzontale." 

L'art. 1, comma 122 e seguenti della L. 228/2012 (Finanziaria 2013), ha stanziato 800 milioni di euro per favorire gli interventi regionali di alleggerimento dei vincoli del PdS interno per comuni e province. Quindi, i governatori avrebbero tempo fino ad oggi per provvedere, ma la legge di conversione del D.L. n. 35/2013, in corso di approvazione, non solo concederà un mese in più, posticipando la scadenza al 30 giugno 2013, ma incrementerà di oltre 400 milioni la dotazione finanziaria disponibile. Tale provvedimento però, non è ancora stato approvato definitivamente dal Senato e potrebbe arrivare al traguardo quando il primo termine sarà già scaduto.

Poiché il Parlamento entro il 7 giugno dovrà convertire il decreto sblocca debiti, alcune regioni hanno deciso comunque di procedere al riparto delle quote loro assegnate dalla Legge di stabilità 2013, per cui in questi casi si avrà un primo riparto degli stanziamenti entro il 31 maggio, e un secondo, per la differenza prevista dal D.L. n. 35/2013, entro il 30 giugno. Inoltre, a favore dei comuni fra i 1.000 e i 5.000 abitanti dovrà essere assegnato almeno il 50% degli spazi finanziari complessivamente attribuiti alle singole regioni.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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