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Amgas srl: Bari svende un suo gioiello

 

Quanto vale AMGAS s.r.l.? E chi è interessato a comprarsela a quattro soldi? E, soprattutto, perché, con tanti rottami da dismettere sulla spinta della spending review, con un’Amtab che è allo sfascio pressoché totale in preda alle bande contrapposte delle innumerevoli sigle sindacali, con un’AMIU che sembra ormai ridotta alla personale palestra dei dirigenti (di nomina politica) di turno, si va a toccare proprio un’azienda che l’anno scorso ha fatturato cinque milioni di utile? E che comunque espleta un servizio eccellente a migliaia di clienti privati (oltre che al Comune di Bari)?

Nel cuore delle ferie, il  9 agosto scorso, la Giunta Emiliano deliberava “in maniera illegittima” sottolinea più di un consigliere comunale, di maggioranza e opposizione,in quanto la competenza è del Consiglio, di autorizzare l'Amgas SpA ad avviare le procedure per la vendita parziale o totale di Amgas srl.  C’è da sapere che esistono 2 delibere la n. 821 della Giunta Comunale del 24/11/2010 e n. 1 del Consiglio Comunale del 7/01/2010 che per Amgas srl avevano deciso esattamente il contrario di quanto oggi approvato: di procedere alla vendita, ma di non superare il 49 per cento del pacchetto azionario, in quanto, vista la floridezza dell’azienda e la sua strategica funzione, era bene che la maggioranza restasse in mano pubblica. Quelle due delibere non sono mai state nè revocate nè modificate.

Redazione

Il presidente di Amgas spa, Ugo Patroni Griffi, non è uno sprovveduto commercialista di provincia, una sorta di incrocio malriuscito fra un mediatore di bestiame della val Brembana e lo yuppy de noantri, come può essere stato qualcuno dei suoi predecessori.

E’ un avvocato accorsatissimo, anche a livello internazionale, ha un cugino Ministro, si è concesso il lusso di diventare commissario liquidatore della Fiera del Levante, anche se lui dice di esserne il presidente, a zero euro. C’è chi giura che l’acquirente di Amgas spa sia già pronto a versare un centinaio di milioni di euro all’Amgas srl, che invece ha debiti con il Comune di Bari, e che questo acquirente possa essere addirittura Enel Gas.

Se pensiamo poi a tutto il parlare sul gasdotto che dovrebbe sbarcare in quel di Melendugno, forse non stiamo scrivendo fantascienza.

Sulla questione abbiamo chiesto un’opinione a Paolo Marra, di Rifondazione Comunista, che di Amgas spa è stato il presidente prima di essere “sacrificato” dalle logiche sulfuree del nascente vendolismo in favore di altri che, dovendo occupare una poltrona AMTAB, non gli permisero di restare al suo posto, da persona competente e proba.

“Se è vero, com'è vero, che i veri azionisti delle società partecipate dal Comune di Bari sono i cittadini baresi, a loro bisogna rivolgersi prima di decidere la vendita di una qualsiasi di queste società.

Invece pare che al Comune di Bari abbiano deciso, con una semplice delibera di Giunta, di autorizzare la vendita ad operatori privati dell’AMGAS S.r.l., ossia di quella società che, oltre a fornire energia ad oltre 100 mila utenti, fra famiglie ed imprese, riesce a presentare bilanci di tutto rispetto finanche in un periodo di grave crisi economica come quello attuale.

Fatturato in crescita di oltre il 12% rispetto all’anno precedente (da 54 milioni di euro a 60,6); Margine operativo quasi raddoppiato (da 4,4 milioni di euro ad 8,2); Liquidità addirittura sovrabbondante tanto da fruttare oltre 300 mila euro di interessi attivi; Utili ante imposte raddoppiati (da 4,5 milioni di euro a quasi 8,9); Utili netti passati da meno di 2 milioni di euro ad oltre 5. Tanto per citare i dati, fra i più significativi, del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012.

Sono dati che da soli giustificherebbero, almeno per un’amministrazione di centro sinistra, la ferma volontà di difendere con le unghie e con i denti una simile fonte di risorse utilizzabili per sostenere i servizi comunali che mai come in questo periodo sono in grave sofferenza finanziaria.

Ma v’è di più. Un’azienda pubblica che eroga energia è da considerare alla stessa stregua di un’azienda pubblica che eroga il servizio idrico, con una sua missione peculiare: da un lato quella di indurre all’uso consapevole delle fonti energetiche e dall’altro quello di fornire energia sufficiente a tutti i cittadini prescindendo dalla loro capacità di sostenere il relativo costo.

Un’amministrazione di centro sinistra non dovrebbe neppure ipotizzare la vendita di una simile azienda. Di sicuro non può farlo senza coinvolgere il Consiglio comunale ove – evidentemente va rammentato – siedono i rappresentanti, regolarmente eletti, dalla cittadinanza barese.

Anzi, trattasi di questione talmente importante per l’intera comunità da richiedere il parere espresso di tutti i suoi componenti, i cittadini di Bari.

Lo strumento c’è e lo prevede lo Statuto del Comune di Bari: referendum consultivo.

Chi è davvero di sinistra non potrà che esprimere con forza contrarietà alla dismissione dell’AMGAS S.r.l.

(Paolo Marra – Rif. Com.)
Scritto da Redazione
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