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Beni culturali: la VI commissione modifica la norma

L’articolo unico di modifica alle “disposizioni in materia di beni culturali” è stato approvato all'unanimità nel corso della VI commissione, presieduta da Francesco Ognissanti.

Obiettivo del provvedimento, illustrato dall’assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, è «recepire le osservazioni del Ministero dei beni culturali alle legge regionale 17/2013».

Due le modifiche all’articolo 8 comma 2. Nel punto (b) prevedeva che i Comuni provvedessero "alla cura e alla conservazione degli istituti e dei luoghi di cultura di loro titolarità o loro affidati, anche attraverso la realizzazione, per le aree e i parchi archeologici e i complessi monumentali, di interventi di prevenzione, manutenzione e restauro, secondo metodologie concordate con la Regione e con gli organi statali competenti" mentre nella prima modifica si esplicita che “la cura e la conservazione degli istituti e dei luoghi della cultura di titolarità dei Comuni o loro affidati (interventi di prevenzione, manutenzione, restauro), necessita della previa autorizzazione dei competenti organi statali”.

La seconda modifica richiama il rispetto delle competenze stabilite dagli articoli 95 e 96 del decreto legislativo del 12 aprile 2006 n.163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture), in riferimento ai compiti dei Comuni in materia di “interventi di trasformazione delle aree individuate come parchi archeologici o zone di interesse archeologico”, in merito alle "indagini di archeologia preventiva prima del rilascio dei titoli abitativi”.

Per quanto riguarda invece la norma che disciplina il deposito del patrimonio editoriale regionale, è stato eliminato il riferimento alla specifica deliberazione del 21 maggio 2007, n.619 (Approvazione elenco istituti destinati alla conservazione delle copie produzioni editoriali realizzate sul territorio regionale. Art. 4 comma 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2006, n. 252). 

«In tal modo – ha spiegato la Barbanente - si cerca di prevedere un rinvio di natura formale più agevole e meno rigido alla fonte "deliberazione di giunta"».

Scritto da Alessia Colaianni
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