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Riapre l'Artes Café: combattiamo il disagio culturale

"L'Artes Café continuerà a vivere con la sua filosofia, come se nulla fosse accaduto. Anzi, adesso abbiamo una motivazione in più". Marcello Signorile ne è fermamente convinto: il referente dell'Artes Café, il locale in Piazza Mercantile protagonista la notte di venerdì 4 ottobre di uno spiacevole fatto di cronaca,  ha le idee chiare: "Ciò che è accaduto la scorsa notte è la dimostrazione che a Bari vi è un forte problema culturale".

I fatti. Venerdì notte, alle 2.30, quattro individui in evidente stato d'alterazione entrano nel locale, nella speranza di poter bere ancora. "Il concept del nostro locale è il bere consapevole: i nostri operatori valutano lo stato del cliente e consigliano di interrompere il consumo di alcolici nel caso di ubriachezza evidente". Il gruppo, però, non ci sta. "Dopo i primi no, la situazione sembrava comunque calma. L'ennesimo rifiuto da parte della nostra operatrice di servire alcolici ha scatenato la furia dei quattro: ci hanno bloccati dentro ed incuranti della presenza di donne e di una minorenne hanno iniziato a sferrare calci e pugni, senza guardare in faccia a nessuno". 

Dopo interminabili minuti di delirio, una pattuglia dei carabinieri ha fatto irruzione nel locale, bloccato i quattro e salvato clienti ed operatori dell'Artés: "i Carabinieri sono stati splendidi, anche dal punto di vista umano. Ci hanno rassicurato, e a distanza di 48 ore dall'accaduto ci chiamano ancora per sapere come stiamo. Evidentemente, hanno percepito la nostra battaglia comune".

Battaglia comune forse presa sottogamba dalla magistratura. "Il processo per direttissima istituito per l'occasione è stato subito rinviato all'11 novembre. Dei quattro aggressori sono stati fermati solo due, al momento agli arresti domiciliari. Il più pericoloso del gruppo è ancora latitante: tutti a Bari Vecchia sanno chi è, eppure nessuno vuole rivelarne il nome". Il commento di Marcello si fa più amaro. "Per assurdo, è probabile che anche fra coloro che partecipano stasera al sit-in in piazza Mercantile ci sia chi conosce questa persona".

Le cause dell'accaduto sono da rintracciarsi in un problema culturale. "La povertà ormai straripa per le strade, e poiché nessuno ha più nulla da perdere si è capaci di fare qualsiasi cosa, pur di racimolare qualche soldo. Questa è la vera emergenza che noi operatori sociali dobbiamo fronteggiare. Evidentemente, i quattro non avevano la benché minima idea di dove si trovassero". Senza dimenticare la questione sicurezza: "Quando i quattro aggressori ci hanno chiuso nel locale, da fuori non si sentiva nulla. Se una pattuglia fosse stata già presente nelle vicinanze, sarebbe stato più semplice evitare l'accaduto. Poteva andare molto peggio".

Sul tema della sicurezza, nel sit-in che ha abbracciato idealmente il locale, emergono le parole di Gianni Del Mastro dell'associazione Nottetempo: "Dobbiamo interfacciarci con le istituzioni affinché si possa iniziare un serio percorso di partecipazione pubblica. Da essere vetrina della città, Bari Vecchia è stata abbandonata a sé stessa, alla mercé di queste situazioni. Dobbiamo avviare un dibattito pubblico che fornisca a Bari gli anticorpi necessari per evitare il ripetersi di queste aggressioni".

Il paradosso di questa situazione è che "l'Artes Café nasce per ricollocare lavorativamente persone provenienti da una sentenza penale o da una tossicodipendenza. Assurdo che siano proprio i soggetti destinatari di questo progetto a rivoltarsi contro di noi". Progetto che comunque va avanti. "Al momento sono impiegate 6 persone: 3 operatori - fra cui una psicologa ed un educatore - e 3 persone reinserite nel mondo del lavoro, che stanno dando il massimo per rinascere. Di questo siamo certamente fieri".  

L'Artes Café è un'esperienza unica in Puglia e "come rilevato dall'Huffington Post, anche sull'intero territorio italiano non ci sono realtà simili". Al momento, la clientela del locale "è composta essenzialmente da over 30 che capiscono perfettamente i principi su cui si basa il locale e ragazzi provenienti dalle associazioni già sensibilizzati alla tematica". Lo scopo, nel prossimo futuro, è "conquistare clientela sotto i 30 anni lontana dall'associazionismo, per mettere maggiormente a fuoco il tema del bere consapevole".  

Una strada che continua, "nonostante la rabbia per quanto è accaduto l'altra notte abbia al momento tolto il sorriso ai nostri operatori".

Leggi anche: Calci e pugni all'Artes Café in Piazza Mercantile

Scritto da Lino Castrovilli
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