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Fratelli d’Italia o cugini del Pd? Esiste un ‘Modello Terlizzi’ ma non tutti sanno che..

 

In vista delle Comunali del Maggio prossimo a Bari emergono le prime ipotesi politiche ed elettorali. Tra le tante spicca quella di un possibile adattamento del “modello Terlizzi” anche al capoluogo Pugliese. Se ne parla, è vero. Ma non tutti sono a conoscenza dei limiti e delle difficoltà che, lo stesso modello, ha dimostrato di avere nella vita amministrativa della cittadina a Nord di Bari.

Al governo di Terlizzi vi è un'amministrazione composta da i principali partiti di centrodestra e da alcune liste civiche tra le quali si distingue il movimento “Terlizzi si fa in quattro” costituita da chi, fino al Dicembre 2011 (fine del governo di centrosinistra), era consigliere di maggioranza del Pd e che oggi, invece, ricopre un ruolo istituzionale di rilievo.

Infatti della stessa lista sono stati eletti ben due consiglieri (su 11 di maggioranza) di cui uno è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale. Questo vero e proprio accordo politico ed elettorale nasce sotto il nome di “Coalizione di responsabilità civica”. Per la vittoria elettorale di questa coalizione, che ha fatto eleggere alla carica di Sindaco Nicola Gemmato, non è mancato un supporto elettorale anche da forze politiche locali di centrosinistra. D'altronde, il Presidente del consiglio di cui sopra è nientepopodimeno che il fratello del Deputato Gero Grassi, oggi vice capogruppo Pd alla camera.

I fratelli Grassi, molto decisivi per il risultato elettorale, sono solo antagonisti rispetto ai fratelli Gemmato dei quali uno è Sindaco a Terlizzi e l'altro, Marcello, oltre che  Consigliere comunale a Bari è il primo non eletto alla Camera dei Deputati con FdI.

Anche quest'ultimo partito ha, a Terlizzi, una sua storia: nasce in corso di legislatura con  il passaggio in esso di due consiglieri dal Popolo della Libertà. Oltre i consiglieri anche la sede locale del Pdl, nel giro di pochi giorni dalla costituzione di FdI, subisce un vero e proprio sfratto cedendo la stessa sede alla neonata sezione locale di Fratelli D'Italia lasciando, ad oggi, senza sede il Pdl.

Dati che rivelano la voglia di mettere in risalto, dare spazio e rilevanza politica a questo partito (e ai fratelli?).

Sembra quasi un gioco, ma non lo è. I rapporti sono tanti, come anche gli interessi. Di che tipo? Si spera solo politici. Ma è ben chiaro come l'elettorato degli ex Pd abbia permesso al Sindaco Gemmato di poter portare avanti un progetto politico non solo locale, ma addirittura nazionale.

A Terlizzi, però, questo progetto (o “modello”, come lo definiscono) non ha ancora prodotto alcun frutto mentre molti sono i problemi che incombono sulla città.

La presenza di forze politiche ideologicamente diverse nella stessa maggioranza ha creato non poche difficoltà. Infatti in questi sedici mesi di amministrazione Gemmato si sono avute più crisi di governo, causate appunto da dissidi interni alla maggioranza in occasioni di gravi emergenze che il Consiglio Comunale ha dovuto affrontare. Prima fra queste lo scandalo del mancato versamento nelle casse  comunali di oltre 1 milione di euro di tributi incassati dalla società di gestione e mai  riversati. Su queste vicende sta indagando la magistratura e le indagini hanno persino portato all’arresto del dirigente dei servizi finanziari e dell’amministratore delegato della società.

Con il “modello Terlizzi” si è raggiunto un buon risultato elettorale trascurando quelli che potevano essere gli squilibri interni successivi all'elezione. Con questo “modello” si è puntato sull'efficacia nella competizione elettorale non pensando alla necessità di una efficienza amministrativa che ben poco si è raggiunta da maggio 2012 ad oggi. Se di modello si può parlare, è stato certo un proficuo modello di opportunismo elettorale.

Pensare ad una riproduzione del “modello Terlizzi” ad una realtà molto diversa come quella del Comune di Bari sembra essere illusoria più che difficile. Immaginare che le stesse scelte politico-elettorale fatte a Terlizzi potrebbero portare anche a Bari un'amministrazione con una maggioranza di centrodestra assieme a personalità del Pd è più che improbabile.

Staremo a vedere.

di Michele Apicella

Scritto da Redazione
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