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Renzi : il Grande Nulla Mediatico parte da Bari

 

"In Italia è facilissimo passare da Piazza Venezia a Piazzale Loreto" non so se l'autore di questa frase  gradirebbe vedersi citato qui. Per cui lo lascio anonimo. Ma si riconoscerà, leggendo l'incipit di un "pezzo" che dovrebbe essere dedicato alla performance di Matteo Renzi a Bari.  Piazza scelta per la sua corsa a primarie che dovrebbe aver già vinto, per le quali c'è già dispendio mediatico oltre misura, una campagna di comunicazione targata Proforma, basata sull'ormai stagionata, per non dire stantìa, formula del senza Renzi era così, con Renzi sarà colà.

Al momento Renzi è affacciato su Piazza Venezia: tutti o quasi renziani, a Bari e non solo: il Pd ha già scelto, a quel che si vede, chi votare alle primarie per il nuovo segretario del Partito Democratico.

Primarie per un partito che tende a scomparire, nei segni, nei modi, nei linguaggi (neanche un simbolo PD in sala ma tante bandiere, forse troppe visto che sono rimaste per lo più arrotolate attorno alle loro aste dopo essere state sventolate qualche secondo in principio e poi mai più).

Una convention zeppa di segnali di vuota demagogia (i posti avanti riservati ai signori e signore nessuno, i politici scafati e gli apparati dietro, salvo poi capire che quei nessuno erano lì come truppe cammellate dei vari boiardi presenti).

Lo schieramento radio tv dei grandi eventi, giornalisti impegnati a tempestare gli ipad o a scattare foto o vere-finte troupe televisive con tanto di betacam impegnate a fare vere-finte interviste dalle domande scontate, cui seguivano risposte ancora più scontate, alla "gggente" presente, tutti amici, visto che compagni non si usa più, specie nel PD.

E poi lui, la Grande Delusione Mediatica.  Non è uno statista, anche se cita Giorgio La Pira in continuazione. Al netto di ogni valutazione dei contenuti, delle idee, delle ideologie, del potenziale programmatico, di quello strategico e del ripetuto atto di fede in un bipolarismo che non sappiamo dove e quando abbia visto (in Italia) funzionare, Renzi esprime perfettamente il nulla della politica italiana contemporanea.

Nel suo discorsetto, punteggiato ogni tanto da qualche battutina tiepida, ha usato saggiamente, come un grillino o un leghista qualsiasi, le due armi di distrazione di massa che vanno oggi per la maggiore: la Bossi Fini e l'amnistia. Se qualcuno aveva temuto che non fosse capace di parlare alla pancia e al sottopancia dell'Italia, Renzi ha dimostrato di saperlo fare alla grande, meglio forse di Grillo e Bossi.

Chi si aspettava grandi cose sui grandi problemi, ha atteso invano. Ma Oggi al Pd sembra interessi solo gestire da posizioni di potere il post berlusconismo: e se si riesca o meno a trarci fuori dalla crisi, a dare un futuro ai giovani, a ridiscutere con l'Europa le impossibili pastoie del patto di stabilità, a ridefinire una politica estera che sta causando stragi di migranti, be', questo sembra davvero, visto come è stata impostata la convention di Renzi a Bari, non importare proprio a nessuno.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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