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Bari, un decalogo per i candidati sindaci - 2

Decalogo per il candidato sindaco. 2 - La forza del l'esempio.

Se il primo comandamento del candidato sindaco è l'esercizio a tempo pieno del suo mandato per tutta la sua durata, senza l'utilizzazione impropria e strumentale a servizio della sua carriera politica, il secondo è strettamente collegato al primo.

Per meglio spiegarlo, mi permetto di prendere a prestito quanto dichiarato giorni fa dall'avvocato Michele Laforgia.

"Mi candido a pagare puntualmente le tasse, a non lasciare l'auto in doppia fila (anzi, a lasciarla proprio, l'auto), a rispettare il (poco) verde pubblico. Mi candido a non costruire verande abusive, a fare la raccolta differenziata, a pulire quello che sporca il mio cane. Mi candido a non chiedere posti di lavoro, raccomandazioni, prebende, favori, biglietti omaggio. Voglio pagare i mezzi pubblici, il teatro, addirittura l'ingresso alla Fiera del Levante. Mi candido a comprare e leggere qualche quotidiano e qualche libro in più, per cercare di essere meno stupido. Mi candido a cercare di capire quello che non capisco, a vedere anche ciò che non appare subito evidente allo sguardo, a visitare più mostre e qualche museo (ne abbiamo anche noi). Mi candido a preoccuparmi delle persone, sempre più persone, che fanno l'elemosina agli angoli delle strade e davanti ai supermercati, di quelli che rovistano nei cassonetti e dormono per strada, dei migranti che ci passano accanto, invisibili. Insomma, mi candido a fare finalmente qualcosa di utile".

Anche se queste espressioni Laforgia le ha usate per dichiarare la sua indisponibilità a candidarsi, io le considero il miglior programma sino ad oggi ascoltato da un candidato sindaco.

Esempio e coerenza sono, infatti, il secondo comandamento che ogni candidato dovrebbe rispettare. Per essere un buon sindaco non basterà recarsi quotidianamente in ufficio, seguire scrupolosamente gli affari comunali, non commettere illeciti e favoritismi.

Tutto questo lo considero scontato. Occorrerà di più. I tempi che si preparano saranno molto duri e richiederanno sacrifici assai severi. Il sindaco avrà un ruolo centrale. Su di lui, sul suo operato, sui suoi collaboratori, amici e famigliari saranno puntati i riflettori, a volte implacabili, dei media e dell'opinione pubblica. Esempio e coerenza, ove presenti, saranno il miglior carburante per riaccendere la speranza nei cittadini e favorire la rinascita della città.

Ne sta dando da mesi un esempio illuminante Papa Francesco.

Ecco, pur con le dovute proporzioni, un sindaco dovrà agire come sta facendo il Papa, vero ed unico leader di caratura mondiale apparso in questi tempi di crisi. Se i prossimi saranno anni di duro impegno, di sacrifici e di rinunce, importanti saranno i comportamenti e i gesti di chi avrà la responsabilità di guidare la città.

La prossima sarà anche la stagione dei doveri, delle regole, della legalità, dell'accoglienza e della solidarietà. Per chiamare i cittadini a fare la loro parte, perché contribuiscano a scrivere le pagine di un nuovo rinascimento civico, il sindaco non potrà che essere in prima fila. Sopratutto con l'esempio.

La precedente puntata - Bari, un decalogo per i candidati sindaci è stata pubblicata il 4 dicembre 2013.

Scritto da Salvatore Tatarella
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