testaa_web_pdo_5rosso.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

La santa prudenza pugliese verso i Compro oro

"[...] Su 35mila punti vendita non più del 15% risulta contaminato e (riconosce) che almeno 4 mila negozi Compro Oro in Italia sono in odore di attività illecite, dediti al riciclaggio, alla pulizia di denaro sporco o alla ricettazione di merce rubata o di provenienza sospetta" e a dirlo non è un magistrato, un poliziotto, un carabiniere. Ma Nunzio Ragno, il presidente di un'associazione che si chiama, guarda caso, "Tutela i compro oro". 

E dunque, basta fare quello che una volta si chiamava, in modo leggermente sessista e sprezzante, il conto della serva. In Italia ci sono poco più di ottomila comuni, il che significa che la presenza di questi magazzini sbrilluccicanti vanta una media di 4 e spiccioli esercizi per ogni comune italiano e se badiamo solo a quelli in odore di cosche, riciclaggio e ricettazione (almeno 4 mila), abbiamo una media spaventosa, e cioè che ogni due comuni, almeno in uno è presente un bandito controllato dalle mafie o che comunque non disdegna di avere rapporti a dir poco discutibili con il vasto mondo del malaffare.

E dunque, per tornare al titolo, davvero non si capisce perché la Regione Puglia stia nei fatti e negli intenti, non assumendo quel piglio deciso e risoluto nell'approntare, a tamburo battente, una legge per contrastare il proliferare dei compro oro e soprattutto il marciume che si nasconde e prolifera anche sulla miseria e sull'indigenza prodotte dalla crisi.

Per quanto una legge regionale contro il proliferare dei compro oro sia stata annunciata come urgente e necessaria, Onofrio Introna oggi ha dato l’impressione di una santa prudenza che sicuramente ha poco a che fare con la santa furbizia, lodata ed evocata recentemente da Papa Francesco.

L’esigenza di aspettare, ha fatto intendere Introna, dipende dalla necessità di capire se una legge siffatta possa essere considerata di competenza regionale o si debba aspettare che sia il parlamento italiano ad approvarne una. Al momento esistono due progetti di legge depositati in Parlamento, uno dei quali è firmato dal senatore barese Luigi D’Ambrosio Lettieri: la legge mira soprattutto a rendere trasparente e tracciabile sia il flusso di denaro sia quello dei metalli preziosi, dei gioielli, degli oggetti che vengono venduti e comprati, spesso provento di furti e scippi. E sappiamo i tempi medi del parlamento italiano.

Un’altra ipotesi ventilata da Introna è quella di coordinarsi con altre regioni italiane e fare così pressione sul governo nazionale, com’è stato fatto, con successo, contro l’accorpamento delle sedi  dei tribunali minori. Anche qui, sui tempi, permettete al vostro cronista di esprimere un santo dubbio.

Insomma, questi del malaffare e dell’usura, del riciclaggio e dello sfruttamento, questa gentaglia che riesce a ingrassarsi del sangue e delle vite dei miseri o che traccheggia oscenamente con le mafie, saranno pure “solo” il 15 per cento del totale, ma sono sempre tanti, troppi e, come nel caso di chi vive sul gioco d’azzardo, si sentono forse protetti, anche dall’indecisione, dai dubbi, da una prudenza che non ha proprio nulla di santo.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %