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Emiliano dirottato su Bruxelles

Il Partito Democratico pugliese ha risolto il suo problema più grosso: Michele Emiliano andrà a Bruxelles, capolista per tutta la circoscrizione meridionale alle prossime elezioni euopee, previste in concomitanza con quelle comunali, il prossimo 25 maggio. Il diktat è arrivato da Matteo Renzi in persona: e la collocazione a capolista è, più che un premio, una grossa responsabilità per Michele, che non ha fatto in tempo ad esercitare le prerogative di Segretario regionale appena eletto pressochè all'unanimità.

Dopo la decisione di Nichi Vendola di rinunciare a Bruxelles per restare alla guida della Puglia fino all'esaurimento del mandato (e dei pugliesi), si poneva sul serio il problema di collocare una figura così politicamente ingombrante come quella del sindaco di Bari: specie alla luce delle furiose polemiche interne al PD, seguite alla celebrazione  delle primarie del 23 febbraio. Come si ricorderà, il PD ha digerito male il successo di Giacomo Olivieri, candidato di Realtà Italia che ha raccolto oltre 9 mila preferenze, da solo, contro le undicimila di Antonio Decaro, supportato dal Pd e da altre dieci liste fra cui Moderati e Popolari di Nicola Canonico.

Emiliano, qualche giorno dopo, è andato a scusarsi con l'alleato "indigesto", vissuto dal pd e da sel come fonte di "inquinamento" della purezza genetica della sinistra pugliese al punto da riversare su Realtà Italia aperte accuse di brogli e altre sconvenienze: per esempio in un articolo comparso sul free press EPOLIS del 28 febbraio, il sociologo Onofrio Romano, vicino all'ala sinistra del pd, ha parlato senza mezzi termini di "oscena alleanza". Il pd non ha avuto remore a condannare il gesto di Emiliano, considerando el scuse inopportune e non dovute. E il fatto che Emiliano sia il segretario regionale del partito, non ha alcuna influenza su questa "rivolta", nei confronti di un'alleanza che però a suo tempo l'intero partito ha accettato e sottoscritto, forse sottovalutando il peso elettorale di Realtà Italia.

La decisione di Renzi appare quindi propedeutica a un chiarimento definitivo nel pd e fra il pd e il suo alleato scomodo: con Emiliano lontano dall'agone barese e pugliese,  Antonio Decaro, che continua a non sprizzare entusiasmo per la sua stessa candidatura a sindaco, potrà avere quelle mani libere e quell'autonomia decisionale che ha chiesto come condizione irrinunciabile per continuare la competizione contro il temibile Mimmo Di Paola, il candidato del Centro Destra.

La Puglia si avvia a concludere un decennio segnato dal duo Emiliano-Vendola (che ha dichiarato di volersi ritirare dalla politica dopo la conclusione del suo secondo mandato) molto lontano da quel ruolo centrale di "laboratorio politico" che aveva cominciato a vivere sin dal 1994 (ai tempi della nascita, proprio a Bari, di quella maggioranza Oltre Il Polo che caratterizzò il primo governo Berlusconi), sino al 2004 quando, con l'Onda Emiliano e la Primavera Pugliese di Nichi Vendola, iniziò quel decennio che si conclude oggi, senza che la Sinistra possa oggettivamente affermare di essere più forte di quando tutto  è cominciato.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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