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Oltre le divisioni, bagno di folla per Fitto a Bari

Raffaele Fitto ieri sera, nella sala conferenze del Porto di Bari, scalda il suo fortino pugliese all’insegna (dell’apparente) pacificazione del partito.

Cortesia istituzionale e galateo politico, lascito della più ortodossa cultura democristiana, non mancano al delfino pugliese che dalle sue oltre 284mila preferenze scalpita per imporre una nuova linea a Forza Italia.

Intanto, la kermesse si apre (oltre l’Inno di Mameli e un pensiero ai Marò) con un fragoroso applauso per il Presidente Silvio Berlusconi, subito accolto dai presenti, segno tangibile di una leadership che è e resterà tale.

Dopodiché, i nodi al pettine da sciogliere sono molti. Fitto assicura che non vi saranno spaccature e divisioni, che il suo successo personale verrà usato per continuare pancia a terra il lavoro di auditing della base, che il metodo delle primarie sia a livello regionale che nazionale, dev’essere la conditio sine qua non per la scelta della classe dirigente. “Chi è in compagnia delle sue idee, è sempre in ottima compagnia”, smarcandosi da chi gli ricordava d’essere stato isolato dai vertici.

Il fair play, l’ha dimostrato in un paio di occasioni, ove (Napoli e Milano), l’inner cicle del Cavaliere ha sovrapposto alle sue convention altri interventi degli azzurri in altre sedi. La velenosa ed ingenerosa strategia, viene accolta con un sereno passo indietro.

Lo spettacolo che sta offrendo il movimento è elegiaco e protervo nei confronti di chi, oltre ad avere vinto una personale sfida, ha dimostrato che il consenso viene dalla base, dal lavoro e dal legame col territorio, da cui una buona politica che vuol essere rilegittimata non può prescindere.

Tuttavia, le soluzioni sono due. O Raffaele china il capo e rientra nelle righe, o lo metteranno in condizione di uscire da Forza Italia. A differenza del PD, dove Renzi tra mille difficoltà è riuscito a scalare la vetta, in F.I. non è possibile. Non ne sono previsti gli strumenti, non c’è mai stato modo di organizzarsi in collisione con l’azionista di riferimento, come fosse una impresa a gestione famigliare. Ciò che negli anni è stato il grande vantaggio di velocità e compattezza, oggi diviene il più grande limite di un organigramma che non riesce a rinnovarsi.

Alle volte, un passo indietro di alcuni uomini, costituisce un grande passo avanti per le idee.

 di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
Scritto da Andrea Lorusso
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