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Pdl: con Emiliano l'apoteosi della propaganda

Il Pdl barese va all'attacco senza mezzi termini del Sindaco di Bari Michele Emiliano, con una nota congiunta a firma del coordinatore del Pdl cittadino Luigi D'Ambrosio Lettieri e del coordinatore delle opposizioni al Consiglio comunale di Bari Ninni Cea.
Sono molti i punti di attenzione su cui si soffermano i sue esponenti politici, a partire dai dati sul gradimento dei sindaci delle Aree Metropolitane, dove Emiliano è stato inserito al sesto posto (su 10 aree italiane), al programma per lo sviluppo cittadino. 
“Il sindaco di Bari continua la sua corsa sfrenata verso altri lidi elettorali collezionando mistificazioni e inaugurando sagre delle contraddizioni. Prima ci ha provato in tutti i modi riducendo una questione quantomeno etico-politica e di buona amministrazione in una storia di cozze pelose e peccati di gola. Poi ha ritentato con una lettura tutta fantastica degli esiti del Governance Poll del Sole24ore, gongolando per un quinto posto tra i sindaci delle città metropolitane che sono dieci, compiacendosi di essere finito in Purgatorio facendo finta di stare in Paradiso e dimenticando di aver perso l’8% rispetto all’indice di gradimento dello scorso anno. Adesso spaccia spot elettorali per politiche di sviluppo lungimiranti, promettendo di non alzare le tasse con la faccia tosta di chi sa bene di averle già alzate al massimo.
E’ il caso dell’Imu, la cui aliquota, per le seconde case, è stata applicata con il criterio più alto, suscitando le giuste rimostranze dei cittadini. Per non parlare della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani: aumentata del 30% nel 2012 e complessivamente dell’80% in questi anni a fronte di una raccolta differenziata rimasta al palo".
D'Ambrosio Lettieri e Cea poi si soffermano su quello che era stato il punto di partenza della campagna elettorale per la corsa alla carica di Sindaco di Michele Emiliano, ovvero la promessa dei trentamila posti di lavoro da creare in città.
"L’apoteosi della propaganda arriva con l’affermazione che i trentamila posti di lavoro promessi sono stati superati, solo che poi sono stati persi. Anzi, no. A Bari non c’è traccia di disoccupazione perché il piano strategico ha aperto un sacco di cantieri ed offerto occasioni di lavoro a centinaia di persone. Ma dove?"
Non se ne sono accorti neanche al Sole24 Ore quando in una indagine uscita solo due mesi fa, hanno scattato la fotografia della provincia di Bari scivolata agli ultimi posti in classifica a livello nazionale in tema di qualità della vita, affari e lavoro, servizi e ambiente, popolazione, ordine pubblico e tempo libero. E’ evidente che il capoluogo, chiamato a rivestire un ruolo decisivo, non ne esce proprio bene".
"Naturalmente - concludono i due - c’è poco da scherzare. Purtroppo, i cittadini sentono profondamente sulla propria pelle che la questione è estremamente seria e che non basteranno quattro proclami in campagna elettorale e l’ennesima mistificazione a rimettere le cose a posto. In una cosa concordiamo col Sindaco: è vero, Bari sogna. Sogna di liberarsi al più presto della cattiva gestione politico-amministrativa di questo centrosinistra e di poter voltare pagina”.
Scritto da Redazione
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