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Regione Puglia: ci risiamo con il “patto scellerato”

Intanto alcune (poche) certezze. Michele Emiliano, nonostante quanto detto in passato, è assolutamente intenzionato a diventare presidente della Regione Puglia. Sa che avrà bisogno non solo del PD tutto, ma anche di una sicura costellazioni di alleati. Questo taglia fuori qualsiasi altra candidatura che provenga dal cosiddetto centro sinistra, anche se lo stesso Michele Emiliano ha più volte affermato che si dovranno fare le primarie sia per indicare il candidato governatore, sia per il candidato sindaco.

Il cronista maligno e poco fedele all’aplomb britannico potrebbe a questo punto domandare al Pd (ammesso che si sappia chi davvero comanda nel partito) se queste ulteriori primarie avranno caratteristiche più decenti e meno bizantine di quelle per il Parlamento o se saranno sempre i capibastone a decidere chi far vincere o chi far perdere.

Di sicuro c’è una bozza di accordo fra Emiliano e Vendola per la successione a Palazzo di città: Nichi avrebbe chiesto spazio per Angela Barbanente, attuale assessore all’urbanistica della Puglia, professionista d’alto profilo e amministratrice impeccabile. Per Bari sarebbe una cosa straordinaria, vista la necessità famelica della città di ridarsi slancio e finalmente un’immagine di caratura europea, certo poco rappresentata da chi vuole mettere le sbarre a Piazza Umberto (Maugeri e Lacarra).

E’ anche vero che Antonio Decaro, ormai dato sicuro parlamentare piddino, stia seriamente pensando di  non rinunciare comunque alla poltrona di primo cittadino, che, nel caso di una sua candidatura, potrebbe diventare sua senza molto soffrire. In quel caso dovrà scegliere fra Palazzo di città e Montecitorio, ma per questo c’è ancora tempo per capire e riflettere.

Piuttosto, l’anima dalemiana del PD (altra bestia dura a morire, visti anche i risultati delle primarie parlamentari) sta elaborando un piano scellerato per liberarsi per sempre di Michele Emiliano, che il partito ha sempre usato per sfruttarne il carisma restandone però ovviamente schiacciato. Il piano scellerato prevede una candidatura di Nicola Latorre (senatore fasanese, uno dei coboldi pugliesi di Massimo D’Alema) a presidente della Regione Puglia, schierato contro un redivivo Raffaele Fitto, che viene dato in ferventi trattative con Casini per riportare in alveo pidiellino (di cui Fitto è l’unico esponente pugliese di rango e cervello) quell’Udc pugliese che è abbastanza abituata a giocare su due o tre tavoli senza battere ciglio.

In questo modo la regione Puglia tornerebbe al centro destra e Michele Emiliano non avrebbe più altro da fare che tornarsene eventualmente in magistratura. Il Pd chiuderebbe così i suoi conti con il sindaco di Bari, e in cambio del favore fatto a Fitto, potrebbe trattare su altri piani e in altri ambiti per la gestione del sottogoverno sia locale sia nazionale.

 
Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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