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Fli: Vendola si dimetta e consenta ai pugliesi di votare a giugno

“Come atto di chiarezza e di trasparenza, Nichi Vendola faccia la sua parte e si dimetta al più presto per consentire ai pugliesi di tornare alle urne entro giugno”.  Un invito che Futuro e Libertà, al termine di un incontro tra i vertici provinciali e regionali, rivolge al governatore pugliese.

A farsi portavoce della richiesta dei finiani, sarà nella seduta del consiglio regionale in programma domani, Euprepio Curto,  il quale chiederà al presidente Onofrio Introna un incontro con una delegazione di partito.

Tra le priorità indicate da Futuro e Libertà, in primo piano l’approvazione della legge elettorale,  senza la quale sarà impossibile portare i pugliesi al voto.  “E’ un percorso obbligato e urgente – spiega l’eurodeputato Salvatore Tatarella – che non può subire ulteriori ritardi. Bene farebbe il parlamento regionale a dedicarsi a questi provvedimenti,  piuttosto che perdersi in inutili ordini del giorno da fine legislatura, e in sedute consiliari nelle quali si registra ormai da tempo la totale assenza del Governatore, sempre più distratto sul fronte politico ed elettorale del suo partito”. 

“Le posizioni contrastanti che nella nostra regione emergono tra esponenti del Partito democratico favorevoli al voto a giugno, rispetto a chi è orientato verso un rimpasto dell’esecutivo regionale, - spiega Curto -  dà il senso di una battaglia che si sta giocando sul fronte delle candidature e della futura leadership. I pugliesi devono sapere che in questo modo l’intera assemblea perderebbe la sua legittimazione popolare e lo slittamento delle elezioni in autunno, aprirebbe la lunga e sterile stagione delle contrattazioni tra i partiti. Abbiamo invece bisogno di un esecutivo nella pienezza dei suoi poteri in grado di affrontare le numerose emergenze esistenti,  non ultima quella dell' assistenza sanitaria, della disoccupazione giovanile  e dell’utilizzazione dei fondi europei”.

Futuro e Libertà si chiede inoltre che fine abbia fatto la legge regionale in  materia di  conflitto di interessi. La  proposta depositata nel marzo scorso dal Partito democratico è ancora tutta sulla carta. Nessun ulteriore passo in avanti è stato fatto al fine di risolvere incresciose situazioni di incompatibilità che vedono coinvolti alcuni consiglieri regionali titolari di aziende come Canonico e De Gennaro.  “Necessaria la separazione tra politica e gestione degli affari, tra controllori e controllati. Ben venga dunque una legge che allarghi il più possibile l'area del conflitto di interessi che determina incompatibilità con la carica pubblica, ma che dovrà entrare in vigore già dalla prossima legislatura".

Scritto da Redazione
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