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Raffaele Fitto: ritorno al futuro

Non scervellatevi a immaginare chi possa essere il prossimo candidato governatore per il centro destra. Nonostante tutti i movimenti che Francesco Schittulli inizia a fare, come ad esempio, far vedere quanti siano su base regionale i suoi sostenitori, così da potersi piazzare con il miglior offerente, nessuno pensa a lui come possibile competitor di Emiliano (che anzi sta lavorando alacramente per portarselo dalla sua parte).

Raffaele Fitto sta già pensando a come medicare le probabili amarezze che gli daranno le politiche e sta elaborando il suo piano per tornare, trionfatore, a governare la Puglia. La pulizia etnica delle politiche, che gli ha tolto gli impicci degli inutili e dei senza voti alla Marcello Gemmato e alla Filippo Melchiorre, pateticamente attestati sulla cartapesta simil fascista dei Fratelli d'Italia (con le sorelle che giustamente si sono risentite), lo ha lasciato in una splendida ma operativa solitudine in cui pochi fedelissimi adesso con lui scalpitano, vista la possibile debacle politica, per affilare i coltelli alle prossime regionali.

Con una variante importante: quella di far correre Massimo Cassano, umiliato e offeso con un decimo impossibile posto in lista, alla poltrona di sindaco di Bari, per un dopo Emiliano ormai imminente.

Nessuno, a pensarci bene, potrebbe fare altrettanto, in questo centrodestra che appare ancora più stordito, frammentato e confuso dello stesso centro sinistra, arroccato per finta attorno a Bersani ma lacerato e incavolato di suo per la sostanziale inesistenza di Sel, le perdite a sinistra di Rivoluzione Civile, i dubbi filomontiani dei centristi ex rutelliani, l'implosione dell'IDV ormai divenuto antimateria, la paura di un exploit dei grillini e alla via così.

Raffaele Fitto, lui, la calma non l'ha persa. Rimasto invisibile e silente mentre sembrava che il PDL dovesse trasformarsi in pulviscolo, ha fatto inutilmente sperare (o temere) che si riavvicinasse a Casini, che potesse rinnegare per sempre il suo ex mentore Berlusconi, che facesse finalmente strame dei razzisti e separatisti della Lega. Che rivendicasse per sè, in nome del suo dna democristiano, un ruolo autonomo ed egemone per il governo della Puglia e di parte del Sud. Macchè.

Lui, Raffaele il furbo, ha capito che Berlusconi non è ancora finito, del tutto. E sta sfruttando la bava di vento che resta al pdl per navigare di bolina fino al suo porto sicuro. Sente che potrebbe farcela, e solo lui, contro Emiliano, specie se le politiche non si trasformeranno in una vera débacle. 

Lui, anaffettivo e freddo, calcola e pensa fingendo di parlare e occuparsi di politica. In questi giorni di estremo caos, in cui ci si sente perfino dire (anzi ripetere perchè Silvio già lo disse anni fa) che Mussolini tutto sommato era un buon diavolo, peccato quella stupidaggine delle leggi razziali, è il momento dei millenaristi come Raffaele, curialmente abituati a pensare al ritmo dei decenni.

Per cui, aspettiamoci che sia lui e non un clone qualunque, di quelli di cui da sempre ama circondarsi, a "scendere in campo" per riconquistare la Regione.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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