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Festa Tricolore

Dopo la Festa Tricolore di Manfredonia la nascita di un soggetto unitario di Destra è più vicino

 

Quattro giorni di dibattiti, di incontri, di dialoghi, con la partecipazione di numerosi esponenti nazionali dei partiti in cui oggi si ritrovano le varie anime della Destra. Ma non basta. Anche movimenti, semplici cittadini e simpatizzanti, persona con la voglia di dire la propria su dove andare e cosa fare.

Ed un unico sottofondo: l'esigenza di ritrovare tutti insieme tutti i protagonisti di una nuova stagione politica della Destra italiana.

A consuntivo della Festa Tricolore di Manfredonia, che si è conclusa ieri sera, è straordinariamente positivo il commento di uno degli organizzatori, Fabrizio Tatarella, che come direttore di Puglia d'oggi ha fortemente voluto e caparbiamente difeso e sostenuto l'evento dauno.

Scia di fondo, la realizzazione di una Costituente Nazionale.

“La Festa Tricolore - ha detto Tatarella - organizzata a Manfredonia dal nostro giornale con il decisivo apporto del locale circolo di Fli e la collaborazione delle rappresentanze locali de La Destra e di Io Sud è stata un lusinghiero successo. Al di là della folta partecipazione di pubblico e del numero e della qualificazione dei relatori intervenuti, siamo soddisfatti per i contenuti di un confronto che non ha avuto nulla di rituale o di artificioso".

"È stato accolto - prosegue - da tutti l’invito a non indugiare nelle recriminazioni e nelle rivendicazioni per la diaspora della destra politica italiana, ma a lavorare con pari dignità e passione alla ricostruzione di un soggetto unitario della destra italiana. Un imperativo tanto più urgente nel momento in cui il centrodestra rischia di avvitarsi in una crisi senza ritorno, con la rinascita di Forza Italia che punta a rendere marginali e residuali i valori della destra nazionale. La nascita di questo soggetto unitario, dopo quattro giorni di incontri e di discussioni civili ed aperte, appare oggi più vicina. È bello che questo avvenga nella Puglia di Pinuccio Tatarella, nella terra che vent’anni fa avviò la felice stagione dei sindaci della destra.”.

 

Festa Tricolore - i contributi video

Pubblichiamo alcune intervista realizzate nel corso dei primi giorni della Festa Tricolore di Manfredonia. Di seguito, intanto, il programma per le serate di sabato e domenica.

 

Dibattito aperto
Ore 18.30 – 19.30

Francesco ARMENIO, Vincenzo BALESTRA, Umberto CANDELA, Stefano CAPUTO, Nicola CIARDI, Nicola CONTEDUCA, Antonio DEMICHELE, Lillino D’ERASMO, Nicola DI DONNA, Luisa FASANO, Daniele MILELLA, Raffaele GRAMAZIO, Francesco MAGRONE, Franco METTA, Rossella ROSITO, Salvatore RUBERTI, Mariano TRIDENTE, Sergio VENTRELLA, Leo VICINO

Modera: Maria Teresa D’ARENZO, redattrice di “Telebari”

Confronto pubblico
Ore 19.30 – 21.00

ANTONIO BUONFIGLIO, LINO MONTELEONE, MIMMO NANIA, CARMELO PATARINO, MICHELE SACCOMANNO, FRANCESCO STORACE, ACHILLE TOTARO

Modera: Ernesto TARDIVO, direttore “Gazzetta del Mezzogiorno”

Spettacolo musicale
Ore 21.00-23.00
ACCADEMIA DELL’ARTE


DOMENICA 25 AGOSTO


Dibattito aperto
Ore 18.30 – 19.30

Eustachio AGRICOLA, Francesco CANTORO, Francesco DI BATTISTA, Massimo DI CORATO, Mimmo FARINA, Carmela FERSURELLA, Emilio GAETA, Roberto IULIANI, Lucia LAMBRESA, Marco MILANESE, Antonio NOVELLI, Fabio PAPARELLA, Enzo PECE, Silvia PISPICO, Francesco PRINCIGALLI, Michele SANTO, Andrea SANTORO, Peppino SEMERARO, Gino SOZIO, Antonio TANCREDI, Francesco TANZI,  Salvatore TASSARI


Modera: Francesco DE PALO, redattore di “Formiche”

Confronto pubblico

Ore 19.30 – 21.00


GIORGIO CONTE, MASSIMO CORSARO, UCCIO CURTO, ROBERTO MENIA, FABRIZIO TATARELLA

Modera:  Saverio SERLENGA, redattore di  “Teleradioerre”


Spettacolo
Ore 21.00-23.00

MODELLA PER PUGLIA SPOSI

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Dario Iaia: un'occasione da non perdere

Manfredonia comincia già ad animarsi per la Festa Tricolore organizzata dal locale circolo di Futuro e Libertà e Puglia d'Oggi, il giornale fondato nel 1959 da Giuseppe Tatarella. Un meeting che sta riunendo, nei fatti e negli intenti, tutta la destra italiana che da un lato non vuole morire berlusconiana e dall'altro crede alla necessità di dare al paese una destra vera, moderna, liberale, europea, in grado di crescere ed affermarsi nell'ambito di valori consolidati, condivisi e sentiti.

Fra i partecipanti più entusiasti, c'è Dario Iaia, sindaco FLI di Sava, il Comune in Provincia di Taranto, recentemente assurto agli onori della cronaca nera per via di attentati e intimidazioni proprio al Primo Cittadino. Dopo avergli espresso la solidarietà e il sostegno di tutta la redazione di Puglia d'Oggi, abbiamo chiesto a Iaia cosa pensa del meeting di Mafredonia.

"Un'occasione importantissima, da non perdere assolutamente " ci risponde convinto "perchè così si confrontano tutte le anime della Destra italiana, quella profonda, legata ai temi della sovranità nazionale e della solidarietà sociale". Gli chiediamo il suo parere sul "ripartire da Aenne", piuttosto che iniziare ex novo con una formazione politica inedita.

"Aenne non era solo un partito, ma una comunità, un vero popolo, fatto di persone. Ci siamo cementati e rafforzati in tanti anni di opposizione, siamo passati indenni dalla tempesta di Tangentopoli e Berlusconi ha avuto l'idea geniale di attaccarsi a noi, che eravamo solidi e strutturati nel territorio, veramente vicini alle persone e ai loro problemi, con una capillare diffusione grazie alle federazioni e alle sedi. E' stato furbo, lui."

Un'alleanza che poteva portare lontano, e invece?

"Ci siamo fatti ammaliare dal potere, ci siamo fatti sciogliere e questo ha allentato i rapporti personali, li ha incrinati. Molti di noi si sono fatti conquistare dalle poltrone, dagli incarichi. Con il risultato che il nostro popolo ci ha abbandonato. Noi siamo cosa diversa da Forza Italia e nel PDL non siamo mai esistiti. Sciogliere il partito è stato un errore gravissimo".

Che succede dopo Manfredonia?

"Dobbiamo scrivere un programma credibile, tutti insieme. Dobbiamo puntare dritti ai problemi reali tenendo ben presenti i nostri valori. Dobbiamo vigilare sulle candidature, evitare gli impresentabili e i discussi, non commettere gli stessi errori che hanno portato Fli al naufragio elettorale. Badare di più al merito e alle capacità, di giovani e meno giovani, purchè in grado di aggregare, compattare il voto su un programma credibile."

E le alleanze? "Per quelle c'è tempo. Adesso è il momento di pensare a noi".

 

Tatarella: rinnovare la destra senza rinnegare il passato

 

Fabrizio Tatarella, la testata online pugliadoggi.it, di cui lei è direttore, organizza a Manfredonia, con il locale circolo di Fli, una “Festa Tricolore” particolarmente ricca che prende il via stasera.

Con quale obiettivo?

“Dice bene, è un appuntamento particolarmente ricco, che dura ben quattro giorni, con due dibattiti al giorno, con la partecipazione prevista di oltre cento relatori, senza contare i momenti di spettacolo e di intrattenimento. Un lavoro imponente, del quale va dato merito innanzitutto al circolo di Manfredonia e all’infaticabile Vincenzo Lo Riso. L’obiettivo è quello di fare il punto, non casualmente in Puglia, sulla diaspora della destra italiana.”

Perché “non casualmente” in Puglia?

“Perché questa è la terra di Pinuccio Tatarella, l’uomo che più di ogni altro intuì e governò la trasformazione della vecchia eredità missina in una destra moderna ed utile al Paese. Perché questa regione è stata l’Emilia nera, quella in cui uomini della destra politica furono i principali protagonisti della primavera dei sindaci. Pur nelle diverse, talora contrapposte esperienze, i partecipanti alla Festa Tricolore condividono un comune impianto ideale ed orizzonte valoriale, ma anche una comune cultura di governo.”

Non è un raduno di nostalgici, quindi?

“Tutt’altro. Sarebbe cosa priva di senso restare a difendere un qualche fortilizio ideologico, specie alla luce del fatto che si tratterebbe più che altro di una garitta. Una delle nostre parole d’ordine è “resettare”. Vuol dire che, senza rinnegare alcunché, ciascuno è chiamato a fare uno sforzo di superamento. Non credo sia utile o logico rivangare perché ci siamo divisi. Dobbiamo interrogarci su come tornare uniti.”

Ma Berlusconi continua a dividervi…

“Direi che non divide soltanto noi. Mi pare però che nessuno possa avere dubbi sul fatto che parliamo di un protagonista di una stagione politica archiviata. Lasciamo che i morti seppelliscano i morti.”

Non parlerete solo di temi nazionali, però. Quali sono le vostre idee per le amministrative? L’anno prossima si vota in molti Comuni importanti qui in Capitanata.

“Faremo la nostra parte senza paraocchi e senza confusioni. Penso sarebbe sbagliato inseguire griglie ideologiche, anche se ci sentiamo e restiamo alternativi alla sinistra. Nei Comuni, ma anche in Regione ed anche al Parlamento, sono indispensabili due cose: rinnovamento marcato e forte apertura ai movimenti, alle associazioni, alla società civile.”

È un endorsement per Metta a Cerignola?

“Non credo che il mio amico Franco abbia bisogno di endorsement particolari. Sia la sua persona che il movimento civico che guida sono presenze importanti della realtà cerignolana. Penso però che sia sbagliato partire dai nomi.”

Da dove si parte, allora?

“Dal coinvolgimento dei cittadini e da proposte credibili per il territorio. Penso che la politica, e soprattutto il centrodestra, debbano riflettere sulla permanente precarietà dei sindaci eletti, a volte anche con percentuali plebiscitarie. La rissosità amministrativa e la conseguente paralisi, dopo la felice e provvisoria stagione degli Agostinacchio, dei Tatarella, dei Giuliani, è divenuta la regola. Non è ulteriormente tollerabile.”

Alemanno: parliamo dei problemi dell'Italia senza pregiudizi

 

Anche Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, uomo di punta delle correnti dell’ex An, è intervenuto nel dibattito promosso dal nostro giornale per cercare di capire quale strada intraprendere per poter ricostruire un grande partito di Destra e riavvicinare tutte le varie anime attualmente sparpagliate.

Onorevole Alemanno, innanzitutto, qual è la sua opinione sul dibattito in corso?

“E’ un dibattito difficile e complesso perché ci sono due letture diverse. Da un lato c’è chi vuole costruire un soggetto  puramente di Destra, che si qualifichi sventolando il concetto della Destra, e chi come me vorrebbe un soggetto che pur partendo dai valori della Destra cerchi di dialogare con tutto il centrodestra, con l’obiettivo di aggregare tutti gli elettori delusi da questo centrosinistra, un soggetto politico aperto e pronto al dialogo”.

E allora, da dove partire?

“Mi sembra del tutto evidente. Dalle esigenze che ci sono oggi nel paese. Bisogna mettere la crisi economica al centro. Ogni soggetto politico ha la sua ricetta per affrontare e superare crisi economica, oggi noi dobbiamo puntare a qualificare le nostre capacità di recuperare una sovranità nazionale di fronte a processi di integrazione europea ed ad una globalizzazione che sta sempre di più annullando la nostra autonomia nazionale. E’ indispensabile per una nuova aggregazione proseguire su un dibattito programmatico. Se ci limitassimo ad un confronto identitario non riusciremmo ad avere alcuna proiezione verso l’elettorato”.

A proposito di identità, però sembra necessario parlare a tutte le varie anime della destra…

“E’ vero bisogna parlare con tutti. Io credo che bisogna non escludere nessuno a priori, nel senso che fare un discorso sul ‘tu si tu no’ è sbagliato. Anzi, credo che sia il modo peggiore per muoversi. A mio parere bisogna realizzare un manifesto, un documento programmatico vero, chiaro e ben determinato, e su questo vedere chi ci sta e chi no. Lo ripeto, io sono aperto nei confronti di tutti purchè siano persone in grado di dare delle risposte chiare e moderne ai problemi posti ed irrisolti della nostra nazione. E’ qui che si può determinare una base per un nuovo soggetto aggregatore del centrodestra e della destra italiana”-

Oggi inizia la Festa Tricolore di Manfredonia. Un punto di partenza forse anche per quello che ha appena sottolineato. Quale il suo saluto?

“E’ una bella iniziativa che saluto ed apprezzo sicuramente. Bisogna sempre potersi confrontare sul dibattito che si è aperto in questi mesi, senza pregiudiziali nei confronti di nessuno e con molta chiarezza politica. Invito tutti i partecipanti a parlare molto poco delle proprie posizioni individuali e molto dei problemi dell’Italia. A settembre ricomincerà una stagione politica e socioeconomico durissima, e dobbiamo essere pronti, noi prima degli altri, per dare risposte ai nostri concittadini”.

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