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Dario Iaia: un'occasione da non perdere

Manfredonia comincia già ad animarsi per la Festa Tricolore organizzata dal locale circolo di Futuro e Libertà e Puglia d'Oggi, il giornale fondato nel 1959 da Giuseppe Tatarella. Un meeting che sta riunendo, nei fatti e negli intenti, tutta la destra italiana che da un lato non vuole morire berlusconiana e dall'altro crede alla necessità di dare al paese una destra vera, moderna, liberale, europea, in grado di crescere ed affermarsi nell'ambito di valori consolidati, condivisi e sentiti.

Fra i partecipanti più entusiasti, c'è Dario Iaia, sindaco FLI di Sava, il Comune in Provincia di Taranto, recentemente assurto agli onori della cronaca nera per via di attentati e intimidazioni proprio al Primo Cittadino. Dopo avergli espresso la solidarietà e il sostegno di tutta la redazione di Puglia d'Oggi, abbiamo chiesto a Iaia cosa pensa del meeting di Mafredonia.

"Un'occasione importantissima, da non perdere assolutamente " ci risponde convinto "perchè così si confrontano tutte le anime della Destra italiana, quella profonda, legata ai temi della sovranità nazionale e della solidarietà sociale". Gli chiediamo il suo parere sul "ripartire da Aenne", piuttosto che iniziare ex novo con una formazione politica inedita.

"Aenne non era solo un partito, ma una comunità, un vero popolo, fatto di persone. Ci siamo cementati e rafforzati in tanti anni di opposizione, siamo passati indenni dalla tempesta di Tangentopoli e Berlusconi ha avuto l'idea geniale di attaccarsi a noi, che eravamo solidi e strutturati nel territorio, veramente vicini alle persone e ai loro problemi, con una capillare diffusione grazie alle federazioni e alle sedi. E' stato furbo, lui."

Un'alleanza che poteva portare lontano, e invece?

"Ci siamo fatti ammaliare dal potere, ci siamo fatti sciogliere e questo ha allentato i rapporti personali, li ha incrinati. Molti di noi si sono fatti conquistare dalle poltrone, dagli incarichi. Con il risultato che il nostro popolo ci ha abbandonato. Noi siamo cosa diversa da Forza Italia e nel PDL non siamo mai esistiti. Sciogliere il partito è stato un errore gravissimo".

Che succede dopo Manfredonia?

"Dobbiamo scrivere un programma credibile, tutti insieme. Dobbiamo puntare dritti ai problemi reali tenendo ben presenti i nostri valori. Dobbiamo vigilare sulle candidature, evitare gli impresentabili e i discussi, non commettere gli stessi errori che hanno portato Fli al naufragio elettorale. Badare di più al merito e alle capacità, di giovani e meno giovani, purchè in grado di aggregare, compattare il voto su un programma credibile."

E le alleanze? "Per quelle c'è tempo. Adesso è il momento di pensare a noi".

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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