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Bari, la calata dei big. Spot e poco altro

“Quando i piccoli non riescono a intercettare voti sul territorio perché nessuno gli crede più, ecco arrivare in soccorso, da Roma, i ‘mammasantissma’ con la speranza di fare una pesca a strascico. Inizia da oggi, a Bari, la passerella dei big. Dopo la videoconferenza di Silvio Berlusconi, è arrivato il ‘proprietario’ del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in attesa della discesa di Alfano e Renzi".

Così Marco Cornaro in un comunicato stampa. C'è da aggiungere, per onore di cronaca, anche Giorgia Meloni, in trasferta per Fratelli d'Italia, con una "marcia" podistica insieme a Domenico Di Paola, candidato sindaco per la coalizione di Centro Destra. Senza contare l'infelice "calata a Sud" di Matteo Salvini, Segretario della Lega Nord che, volendo cavalcare l'antipatia verso Euro e Germania, pensava che a qeuste latitudini dimenticassero gli insulti e le campagne antimeridionali che ormai da vent'anni buoni caratterizzano la "pastorale leghista".

Gli è andata abbastanza bene, tutto sommato: è tornato precipitosamente da dove era venuto, oltre ad incassare l'invito di Adriana Poli Bortone a Lecce dove, secondo l'ex sindaco, sono più "tolleranti" rispetto a Locorotondo.

L'accorrere dei Big nazionali al capezzale dei rispettivi partiti e movimenti baresi, la dice lunga su quanto queste amministrative siano importanti per tutti e per comprendere anche quanto durerà il governo Renzi. 

Certo, molto più delle Europee, per le quali si teme un grande indice di astensione: non hanno mordente, i candidati sono per lo più illustri sconosciuti e, soprattutto, hanno un collegio enorme da controllare, visitare, tentare di convincere. 

Eppure, paradossalmente, sono proprio le elezioni europee ad avere, in potenza, il tasso più alto di innovazione politica, perchè è in Europa che si decidono le politiche economiche che poi incidono sulle vite di ciascuno di coloro che snobba le elezioni.

E questo i grandi guru della comunicazione, evidentemente, non riescono a trasmetterlo. Il livello, almeno a Bari, è fermo ai contro spot (Meloni-Melchiorre che rifanno il verso a Boschi-Decaro, seduti su un'orrida panchina di plastica nel punto peggiore del peggior lungomare cittadino; o il vecchietto asmatico che fa il verso a Mimmo di Paola che fa jogging e "corre per Bari").

E' più facile distruggere che costruire (insieme). Evidentemente.
Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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