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Cosa resterà del manifesto selvaggio?

C’era una volta la pubblicità elettorale sugli spazi per i cartelloni numerati e suddivisi per partito, in molti casi di alluminio, nei pressi del Comune, in altri casi, forse più rari, in appositi spazi delineati sui muri del centro cittadino.

Poi fu la volta della penna, del badge, del portachiavi, della gomma per cancellare, ma soprattutto, del tanto temuto ”santino” elettorale. “Tieni te ne dò qualcuno in più, così mi aiuti a fare pubblicità”, “Portalo sempre in borsa, così il giorno in cui vai a votare non ti puoi imbrogliare”, “Passo a metterti qualcosa nella buca delle lettere, così, anche se non ti riesco a incontrare, hai lo stesso il materiale”, oppure “sai, c’è l’amico di un amico di un amico che si candida, puoi aiutarmi a distribuire questi santini? Io ne ho già altri quattro da piazzare”.

Con l’avvento della tecnologia e della diffusione capillare delle candidature più impensabili e, a volte, inappropriate, ecco che spuntano in ogni dove delle pubblicità che più che campagne elettorali, diventano delle vere e proprie Crociate.

Per il Comune di Bari, impegnato per l’elezione del nuovo sindaco e di tutte le cariche istituzionali collegate tra Comune e Municipi, sono circa 1120 candidati per il solo Comune e oltre 1950 per i vari Municipi. Con un totale di otre 3000 persone si può calcolare che un cittadino ogni cento baresi è in lizza per “un posto al sole” per il capoluogo di regione.

Dati questi numeri così esosi, è facile comprendere come mai la città sia letteralmente invasa in ogni dove dalle facce dei tremila, che tra loro stanno facendosi concorrenza spietata. Così ogni giorno, vengono pagati tanti ragazzi per intaccare i parabrezza delle auto in sosta per strada, nei park and ride, o ferme ai semafori, vengono riempite le cassette della posta con i soliti nomi e i più fantasiosi regalano anche delle piantine abbastanza malridotte con la loro foto attaccata con una carta adesiva. Ovviamente, non possono mancare le affissioni negli unici spazi appositi, che vengono regolarmente cambiate fino all’ultimo momento, in una vera e propria “guerrilla urbana” degna dei migliori artisti di strada.

Ma la domanda di fondo, oltre alla polemica più superficiale che può emergere  dal notorio spreco di carta per dei volantini che quotidianamente vediamo strappati o calpestati per terra (e direi a ragione, dato che ci portate allo sfinimento) è quella invece di comprendere quale sia l’effettivo costo di tali produzioni pubblicitarie.

Considerata la diffusione di tipografie online che consentono di abbattere notevolmente i prezzi di stampa, esiste una grande concorrenza anche sul web. Ad esempio un manifesto in formato 70x100, in un numero variabile dai 100 a i 2000, dipende dall’invasione che si vuole progettare, parte dai 200 euro fino ai circa 900, personalizzabile con logo, colore e fotografia e possibilità di sconto se a presentarsi in tipografia ci sono più membri dello stesso polo. Per i santini invece, i prezzi sono più accessibili: si parte da un minimo di 1000 copie a circa 100 euro, fino ad arrivare a 50.000 copie a circa 600 euro, con le medesime condizioni dei manifesti citati prima. Per i partiti più “famosi” inoltre, c’è la possibilità di ordinare anche volantini tascabili, cartoline postali, lettere di presentazione, buste da lettera, adesivi e depliant a 6 facciate, spendendo sempre una cifra a partire dai 100 euro fino a toccare una spesa massima di 1500 euro, considerando che molto spesso è il partito di riferimento che si accolla tali spese.

Data quindi la numerosa offerta disponibile e l’enorme capacità di personalizzazione, la creatività viene liberata per esprimersi in slogan variopinti e a volte davvero ridicoli, mentre, molto più spesso, gli attacchini improvvisati avviano una vera campagna all’affissione selvaggia su cabine telefoniche, centraline elettriche, pali della luce e anche su contenitori per rifiuti, che certamente non fanno che sovrapporre e rafforzare l’associazione di idee tra candidato e luogo di destinazione.

E ora, all’alba della conclusione di questa campagna elettorale, con il tanto sospirato silenzio e in attesa del verdetto finale, cosa resterà del manifesto sulla campana del vetro?

Scritto da Isabella Battista
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